La Conferenza di servizi e gli interessi sensibili che bloccano le decisioni

[19 giugno 2014]

Il dissenso manifestato a tutela degli interessi “sensibili” espresso in Conferenza di servizi –  luogo deputato all’emissione (o al diniego) dell’autorizzazione unica necessaria in materia di energia rinnovabile – blocca il procedimento decisorio, perché tale parere “spoglia in termini assoluti l’amministrazione procedente della sua competenza a procedere sulla base del modulo della conferenza di servizi”.

Lo ricorda il Tribunale amministrativo della Basilicata (Tar) – con sentenza n. 367 di questo mese – in riferimento alla istanza di autorizzazione unica presentata alla Regione per la costruzione e l’esercizio dell’impianto eolico nel comune di Genzano di Lucania. E in particolare al rilascio dell’autorizzazione nonostante che la Soprintendenza si ritenesse impossibilitata “ad esprimere un parere sul progetto, nelle more della definizione delle aree non idonee per la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili”. Il responsabile unico del procedimento, infatti, ha ritenuto il parere contrario della Soprintendenza non “di per sé idoneo a precludere la conclusione positiva del procedimento”. Quindi ha adottata la determinazione conclusiva favorevole della conferenza dei servizi.

Secondo il legislatore nazionale del 2003 (Dlgs 387/2003 “Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno

dell’elettricità”) la costruzione e l’esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, gli interventi di modifica, potenziamento, rifacimento totale o parziale e riattivazione, le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione e all’esercizio degli impianti stessi, sono soggetti ad una autorizzazione unica. Un autorizzazione che andrà a sostituire tutti i pareri e le autorizzazioni altrimenti necessari, incluse le valutazioni di carattere paesaggistico, nonché quelle relative alla esistenza di vincoli storico-artistici Tale autorizzazione è rilasciata dalla regione o altro soggetto istituzionale delegato dalla regione, nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell’ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico. Ed è rilasciata a seguito di un procedimento unico che avviene mediante conferenza dei servizi, a cui partecipano le amministrazioni ed i soggetti interessati.

La Conferenza di servizi, infatti è un modulo procedimentale, grazie al quale  in un’unica sede, è possibile acquisire pareri delle Amministrazioni coinvolte nel procedimento. E’ un modello procedimentale che si conclude con l’emissione di un unico provvedimento, che è la sommatoria delle manifestazioni di volontà espresse, oltre che dall’Amministrazione procedente, da tutte le altre Amministrazioni coinvolte.

Ma nel momento in cui in questa sede si ha un dissenso, l’unico modo per superarlo è quello della rimessione della decisione ad altro potere superiore livello di governo. Quindi la favorevole conclusiva adottata dall’Amministrazione competente senza il rispetto dell’iter che vede coinvolto il potere decisionale superiore (Ministro) comporta la nullità della determinazione  sia per difetto assoluto di attribuzione –  in quanto viene così esercitato un potere che il legislatore ha attribuito in via esclusiva all’istanza superiore di governo – sia perché la sussistenza di un dissenso qualificato determina un’insanabile mancanza strutturale dell’atto.