Convenzione di Stoccolma, le novità sugli inquinanti organici persistenti (Pop)

[25 marzo 2015]

Alla settima riunione della Conferenza delle parti della Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (Pop) l’Ue ha intenzione di sostenere l’inclusione dei naftaleni policlorurati (Pcn), dell’esaclorobutadiene (Hcbd) e del pentaclorofenolo (Pcp) nell’elenco delle sostanze di cui è vietata la produzione, l’uso, l’importazione e l’esportazione.

La produzione, l’immissione sul mercato, l’uso e l’emissione non intenzionale delle tre nuove sostanze sono già cessati o sono stati rigorosamente limitati nell’Unione, benché non si possano escludere la produzione, l’immissione sul mercato, l’uso e l’emissione non intenzionale in misura significativa in altri paesi. Dato che le sostanze chimiche in questione possono essere trasportate per lunghe distanze, i provvedimenti adottati a livello nazionale o dell’Unione non sono sufficienti per garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente e della salute umana. Del resto l’inquinamento provocato dai Pop è un problema che oltrepassa le frontiere nazionali, rendendo indispensabile un intervento a livello internazionale.

La convenzione di Stoccolma fornisce il quadro, basato sul principio di precauzione, volto a garantire l’eliminazione, in condizioni di sicurezza, e la diminuzione della produzione anche non intenzionale e dell’uso di tali sostanze nocive per la salute umana e per l’ambiente. Il suo obiettivo è infatti quello di limitare l’inquinamento causato dai Pop. Per questo definisce le sostanze interessate, nonché le norme relative alla produzione, importazione ed esportazione di tali sostanze.

I Pop sono sostanze chimiche persistenti dotate di alcune proprietà tossiche e che, contrariamente ad altri inquinanti, resistono alla degradazione. Sono particolarmente nocivi per la salute umana e per l’ambiente: si accumulano negli organismi viventi, si propagano per mezzo dell’aria, dell’acqua e delle specie migratrici, concentrandosi negli ecosistemi terrestri e acquatici.

Nell’Unione la produzione di Hcbd è cessata ma questa sostanza potrebbe ancora essere prodotta non intenzionalmente durante alcune attività industriali. Può essere un sottoprodotto non intenzionale dei processi di fabbricazione industriale (derivante in particolare dalla produzione di altri idrocarburi clorati e di magnesio). Ed è rilasciato in misura ignota da ex siti di smaltimento dei rifiuti.

Anche i naftaleni policlorurati (Pcn) non sono prodotti in Ue ma tali sostanze possono essere prodotte non intenzionalmente, in particolare attraverso la combustione (soprattutto tramite l’incenerimento dei rifiuti). E sono rilasciati in misura ignota da siti di smaltimento dei rifiuti e depositi di vecchi apparecchi.

L’introduzione di misure per la riduzione delle emissioni di questi due Pop potrà contribuirà alla riduzione delle emissioni anche se i controlli sulle emissioni potrebbero comportare costi supplementari.

Per quanto riguarda pentaclorofenolo e suoi sali ed esteri (Pcp) il comitato d’esame sui Pop è arrivato alla conclusione che la produzione di Pcp deve essere limitata, con la sola eccezione degli usi finalizzati alla preservazione del legname industriale per il trattamento di pali per linee elettriche e traverse.

Il comitato d’esame sui Pop ha inoltre adottato raccomandazioni sulle alternative all’uso dell’acido perfluorottano sulfonato (Pfos) in applicazioni aperte. Si dispone ora di informazioni circa la disponibilità commerciale e l’efficacia di alternative più sicure al Pfos per le seguenti applicazioni: tappeti, pellame e abbigliamento, tessili e imbottiture, rivestimenti e additivi per rivestimenti, insetticidi per il controllo delle formiche rosse e delle termiti, esche insetticide per il controllo delle formiche tagliafoglie dei generi Atta e Acromyrmex. Il comitato d’esame sui Pop invita inoltre le parti a circoscrivere l’uso del Pfos nella placcatura di metalli duri (attualmente consentita a titolo di deroga specifica) ai soli sistemi a ciclo chiuso, pratica che è stata ritenuta scopo accettabile nel quadro della Convenzione.