Crisi dei rifugiati: l’Unione europea a caccia di trafficanti nel Mediterraneo?

Ma per intervenire nelle acque territoriali libiche è necessario un mandato Onu

[23 settembre 2015]

bambini profughi

Secondo una nota diffusa dal Parlamento europeo, L’operazione militare dell’Unione europea contro i trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo starebbe per entrare in una nuova fase. L’obiettivo sarebbe quello di arrestare i trafficanti e bloccare le imbarcazioni dei contrabbandieri.

I dettagli dell’operazione sono stati discussi il 22 settembre nel corso in una riunione della sottocommissione per la sicurezza e le difesa durante la quale il tenente generale Wolfgang Wosolsobe, direttore generale dello Stato maggiore dell’Unione europea, «ha presentato lo stato di avanzamento delle missioni militari dell’Ue e le operazioni, comprese le missioni di addestramento, l’operazione anti-pirateria al largo delle coste somale, e l’operazione nel Mediterraneo per affrontare il traffico umano».

Si tratta di un’operazione già avviata a giugno che potrebbe ampliarsi per includere «l’arresto dei trafficanti e il blocco delle imbarcazioni dei contrabbandieri nelle acque dell’Ue e internazionali».

Il democristiano tedesco Michael Gahler ha chiesto cosa prevede l’operazione per le imbarcazioni dei contrabbandieri e Wosolsobe ha risposto che «l’idea è quella di mettere fuori uso le navi dei contrabbandieri, ma non necessariamente distruggerle», una via di mezzo rispetto alla vecchia proposta italiana di bombardare le imbarcazioni degli scafisti direttamente in Libia.

Il socialdemocratico austriaco Eugen Freund ha detto a Wosolsobe: «Sono un po’ scettico riguardo l’espressione che ha usato “Affronteremo il problema alla radice dell’immigrazione”. Non credo che i contrabbandieri che fuggono dall’Africa appartengano alla causa del problema. Le radici del problema si trova nel loro Paese d’origine».

La presidente della sottocommissione per la sicurezza e la difesa, la polacca Anna Elzbieta Fotyga, del Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei, che al suo interno ha alcuni dei Partiti più ostili ai migranti e ai rifugiati, ha sottolineato abbastanza sorprendentemente che il Mediterraneo ha fatto molte vittime: «È davvero necessario avviare delle operazioni efficaci. Abbiamo enormi problemi in Europa, ma abbiamo anche la responsabilità di affrontare i problemi reali in Africa».

Wosolsobe ha concluso: «Sta agli Stati membri decidere fino a dove vogliono arrvare e in particolare quale sforzo militare vogliono compiere. Ormai abbiamo informazioni sufficienti su dove sono queste imbarcazioni, sulle  loro origini, sui loro luoghi di stoccaggio, su  come i trafficanti operano in mare. Sarebbe tuttavia necessario un mandato della Nazioni Unite per poter intervenire nelle acque territoriali libiche».