Farmaci negli alimenti di origine animale, i passi avanti dell’Unione europea

[18 febbraio 2015]

Le procedure comunitarie per la determinazione di limiti di residui (Lmr) di sostanze farmacologicamente attive negli alimenti di origine animale hanno raggiunto il loro obiettivo di tutelare la salute pubblica e di salvaguardare la salute e il benessere degli animali: lo afferma la Commissione europea nella sua relazione al Parlamento e al Consiglio europeo sul regolamento del 2009 che stabilisce procedure comunitarie per la determinazione del Lmr.

Il regolamento ha contribuito a un aumento del numero di domande di Lmr e all’uso del principio di estrapolazione per estendere i Lmr vigenti ad altre specie. Questo ha contribuito a tutelare la salute pubblica, poiché l’esposizione dei consumatori alle sostanze farmacologicamente attive è limitata grazie alla fissazione di valori di riferimento chiari per il monitoraggio dei residui negli alimenti. L’aumento del numero di Lmr fissati ha anche contribuito a proteggere la salute degli animali, perché l’assenza di Lmr per alcune specie porta alla mancanza di medicinali veterinari autorizzati per curare le patologie che le colpiscono. Di recente l’accessibilità è ulteriormente migliorata grazie alla messa in rete di una base dati degli Lmr.

Nel maggio 2014 è stato pubblicato un questionario sul regolamento del 2009 sul sito “La vostra voce in Europa” e versioni cartacee sono state inviate all’agenzia europea per i medicinali (Ema), alle autorità pubbliche nazionali, alle imprese e ai soggetti interessati diversi dalle imprese. Dall’analisi dei questionari risulta che nel complesso gli Stati membri, le imprese, i soggetti interessati diversi dalle imprese e dall’Ema considerano positiva l’esperienza acquisita nell’applicazione del regolamento. Anche se i pareri su questioni specifiche possono variare tra i diversi soggetti interessati. Ciò è dovuto in particolare a punti di vista diversi nell’applicazione del regolamento  (per esempio autorità competenti oppure aziende farmaceutiche o veterinari).

Per proteggere e per curare gli animali vengono impiegati spesso i medicinali veterinari, ma il loro uso negli animali destinati alla produzione di alimenti può lasciare residui potenzialmente dannosi per l’uomo e per altri animali.

La salute pubblica, però, è prioritaria rispetto agli interessi di protezione degli animali e i residui non devono essere presenti a livelli tali da comportare rischi inaccettabili per l’uomo e per gli animali. Per questo i livelli massimi di residui (Lmr) di sostanze farmacologicamente attive vengono regolarmente sorvegliati e vengono modificati per tener conto di nuovi dati o informazioni.

A partire dalla metà degli anni ’60 le autorità nazionali degli Stati membri hanno imposto prescrizioni di sicurezza per i medicinali veterinari da somministrare agli animali destinati alla produzione di alimenti, al fine di garantire che gli alimenti derivati da animali trattati fossero sicuri per il consumo umano. Al fine di favorire un approccio armonizzato alla valutazione scientifica dei residui e di evitare ostacoli alla libera circolazione degli alimenti di origine animale, il Consiglio ha adottato nel 1990 un primo regolamento sostituito successivamente da quello del 2009 che ha sua volta ha subito varie modifiche.

Il regolamento del 2009, infatti, garantisce che il potenziale dannoso delle sostanze sia valutato e che i consumatori di alimenti di origine animale siano adeguatamente tutelati. Fra l’altro, aiuta a determinare “periodi di sospensione” all’atto della concessione delle autorizzazioni all’immissione in commercio di medicinali veterinari. Un periodo di sospensione è un periodo, successivo al trattamento, durante il quale un animale non deve essere macellato o il latte, le uova o il miele non devono essere usati per il consumo umano, per garantire che non si superino i limiti massimi di residui.