Fondo Ue per gli affari marittimi e la pesca, si amplia il campo dei costi ammissibili

[31 marzo 2015]

L’Ue amplia il campo dei costi ammissibili al sostegno del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, pubblicando sulla Gazzetta ufficiale europea di oggi il relativo regolamento che va a modificare quello del 2014. Un’azione diretta non solo al fine di migliorare le condizioni di igiene, salute, sicurezza e lavoro dei pescatori, ma anche per proteggere e ripristinare la biodiversità e gli ecosistemi marini, mitigare i cambiamenti climatici e aumentare l’efficienza energetica dei pescherecci.

Le disposizioni del nuovo regolamento,  dunque, verte su aspetti dell’ammissibilità dei costi o della sovvenzionabilità degli interventi e due di esse si riferiscono ad interventi che comportano investimenti a bordo delle navi. Le disposizioni  si ripercuotono altresì sulla forma in cui è svolta l’attività di pesca.

La pesca resta una delle professioni più pericolose nell’Unione, nel cui ambito un cospicuo numero di incidenti si verifica a bordo di navi adibite alla pesca artigianale. Dunque l’Ue stabilisce prescrizioni minime di sicurezza e di salute per il lavoro a bordo dei pescherecci, che dovrebbero essere attuate nella normativa nazionale. E stabilisce le condizioni per finanziare determinati investimenti al fine di migliorare le condizioni di igiene, salute, sicurezza e lavoro dei pescatori. Il nuovo regolamento specifica quali costi connessi a detti investimenti specifici, compresa la formazione in materia di salute e le campagne d’informazione, possano essere finanziato.

Così come stabilisce e precisare ulteriormente quali costi possano essere sovvenzionati dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Feamp) per promuovere l’emissione di sostanze inquinanti o gas a effetto serra e ad aumentare l’efficienza energetica dei pescherecci.

Questo perché l’acquisto e l’installazione a bordo di tali tipi di attrezzature possono concorrere al conseguimento degli obiettivi in materia di cambiamenti climatici. L’esercizio efficiente delle navi può parimenti determinare una riduzione sensibile del consumo energetico.

Inoltre il regolamento precisa i costi per gli interventi finalizzati alla protezione e al ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini e per i regimi di compensazione nell’ambito di attività di pesca sostenibili. Tali interventi devono conglobare i principi fondamentali su cui si basa l’infrastruttura verde, stabiliti nella comunicazione della Commissione in materia, che sono in grado di contribuire considerevolmente a un’ efficace attuazione delle politiche volte a raggiungere, in tutto o in parte, gli obiettivi perseguiti ricorrendo a soluzioni basate sulla natura.