Il voto da imitare

Gli Stati Uniti verso la legalizzazione della cannabis? Consumo legale in altri 4 Stati

Da oggi sì all’uso ricreativo in California, Nevada, Massachusetts, Maine oltre a Colorado, Washington, Washington D.C., Alaska e Oregon

[9 novembre 2016]

Non piaceva né a Hillary Clinton né a Donald Trump, nuovo presidente degli Stati Uniti d’America, ma il responso arrivato dalla tornata elettorale di ieri negli Usa è stato chiarissimo: nel più ricco e popoloso Stato degli Usa, la California, l’elettorato ha dato il proprio ok alla proposition 64, che consente ai maggiori di 21 anni di fumare cannabis, coltivare fino a 6 piante e possedere fino a 28 grammi di marijuana per uso personale. Insieme alla California – dove sei anni fa un simile referendum fu bocciato – anche Nevada, Massachusetts e Maine hanno approvato la legalizzazione della cannabis per uso ricreativo, seguendo l’esempio di Colorado, Washington, Washington D.C., Alaska e Oregon.

Così, ormai in tutta la costa ovest degli Usa è legale l’utilizzo sia ludico che terapeutico della pianta. Da oggi, inoltre, l’impiego terapeutico è legale anche in Florida, North Dakota e Arkansas. Una rivoluzione che difficilmente non potrà finire per interessare anche la politica federale, e una lezione anche per il contesto italiano, dove una legge per la legalizzazione della cannabis è al momento bloccata in Parlamento.

«Si tratta di vittorie – commentano oggi da Possibile, tra i promotori della legalizzazione nel nostro Paese – in contrasto con le posizioni di entrambi i candidati alle presidenziali, e spesso in contrasto con la gran parte dell’establishment politico di quegli stati. La vittoria della cannabis legale non è né di Trump né di Clinton, entrambi fieri oppositori di questo tipo di misure. Né tantomeno dei loro partiti, visto che in diversi di questi stati né repubblicani né democratici si erano fatti promotori di queste iniziative referendarie, fatto salvo per Our Revolution, il movimento di Bernie Sanders. Fino a vent’anni fa era illegale il possesso e il consumo di cannabis in tutti gli Stati Uniti, oggi in un quarto della nazione il suo uso è legale in qualche forma. E ciò non è dovuto all’azione di statisti illuminati, ma è il risultato di un cambio di opinione avvenuto tra i cittadini statunitensi, che hanno scelto di far sentire questo cambiamento a dispetto dei loro stessi rappresentanti eletti, che in gran parte hanno scelto di arroccarsi sulle posizioni che ritenevano più utili al loro tornaconto e hanno perciò ignorato questo diverso sentire nell’elettorato.

Noi di Possibile abbiamo da tempo compreso il diverso sentire tra i nostri concittadini, ed è per questo che abbiamo portato avanti, e da oggi porteremo avanti con ancora più forza, la campagna per la cannabis, sia in Parlamento che nelle piazze».

Un commento in linea con quello diffuso da Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri e promotore del ddl per la legalizzazione della cannabis: «La cannabis legale in California, Nevada, Maine, Massachusetts è comunque buona notizia. Per me l’America da imitare è questa, non l’altra», con l’evidente riferimento all’elezione di Trump. «Dopo il referendum in California e altri Stati non credo sia più argomento da trascurare e ‘canzonare’. La maggioranza – chiosa provocatoriamente Giuseppe Civati, leader di Possibile – che dice?».