Il naufragio dei migranti e la strage di Marcinelle. L’Europa che non esisteva e l’Ue che non c’è

La tragedia dell’immigrazione non finisce mai. Oxfam: «Oltre 2.000 le vittime dall’inizio dell’anno»

[7 agosto 2015]

migranti chapatte

All’ìndomani dell’ennesima tragedia avvenuta nel Mediterraneo, Oxfam Italia «esprime cordoglio per le vittime del terribile naufragio, questa volta avvenuto a poche miglia dalle coste libiche, ma anche grande indignazione nei confronti di una politica europea che, al di là degli aridi calcoli sulle quote di migranti e rifugiati da spostare e ricollocare tra i vari paesi, non sembra essere in grado di affrontare le vere cause di una tragedia che dall’inizio dell’anno ha causato più di 2000 vittime».

La direttrice dei programmi e delle campagne in Italia di Oxfam, Elisa Bacciotti, dice che «Le prime stime parlano di 25 corpi recuperati, ma siamo ancora lontani dal conoscere esattamente il numero delle vittime di questa ennesima tragedia, se mai riusciremo ad averne un conteggio esatto. Uomini, donne, anziani e bambini, che hanno il diritto a non dover metter a repentaglio la loro vita, semplicemente perché costretti a fuggire da guerre, persecuzioni e povertà nei loro paesi di origine. Ma al contrario devono ad essere accolti e protetti nel modo migliore. L’Europa non può accettare che questa situazione prosegua ulteriormente».

Oggi il presidente della Commissione ambiente della Camera, Ermete Realacci, ricorda quando a morire in massa erano i migranti italiani: «La memoria della strage di Marcinelle, di cui domani ricorre il 59esimo anniversario, ci ricorda un’epoca in cui tantissimi italiani sono emigrati in condizioni durissime inseguendo speranze e dignità e ci può aiutare ad affrontare le sfide di oggi e a non ripetere gli errori del passato. Il doveroso ricordo di quanto accadde può evitare all’Italia di cadere nel tranello dei nuovi populismi e aiutarla a riconciliarsi, a tutti i livelli, con politiche di accoglienza e integrazione verso chi oggi è spinto dalla necessità, o dalla guerra, a fare scelte analoghe. E può sostenere l’Unione Europea a ritrovare forza e slancio dopo i giorni difficili della vicenda greca, ad essere più l’Europa dei popoli, che l’Europa della finanza e dei burocrati».

Un’opinione evidentemente condivisa anche da Oxfam, che esprime un forte apprezzamento per il potenziamento delle operazioni europee di ricerca e salvataggio, che, dalla fine di aprile, hanno consentito di salvare migliaia di vite umane, ma la Bacciotti sottolinea: «Ringraziamo chi si è impegnato nelle attività di soccorso, che hanno visto coinvolti numerosi mezzi e, anche in questo frangente, tratto in salvo centinaia di migranti. Tuttavia dobbiamo riconoscere che, al di là dell’impegno di uomini e mezzi, il Sistema Europeo di Asilo, espressione della precisa volontà politica dei 28 Stati Membri, non sembra riuscire a trovare per questi “disperati” un’alternativa politica, in grado di garantire protezione e tutela dei diritti. Queste ormai continue tragedie non sono, purtroppo, che la dimostrazione evidente che aumentare il controllo delle frontiere marittime semplicemente non è sufficiente per salvare la vita a queste persone».

Oxfam Italia, che è impegnata nell’accoglienza dei richiedenti asilo in Italia, stimolando anche il loro impegno concreto a servizio dei territori in cui essi risiedono, chiede che «priorità assoluta nell’Agenda Ue sull’immigrazione sia l’individuazione di nuovi e più ampi canali di immigrazione legale, sia per le persone bisognose di protezione internazionale, che per chi si mette in viaggio in cerca di opportunità di vita migliori per sé e la propria famiglia».