In Europa vietato per due anni l’uso di fipronil, pesticida killer delle api

Greenpeace: necessario un bando totale e permanente

[17 luglio 2013]

Si allunga la lista degli insetticidi temporaneamente banditi dall’Unione europea perché responsabili della moria delle api. Dopo imidacloprid, thiametoxam e clothianidin,  già fermati dall’Ue per due anni, ora si aggiunge anche il fipronil.

A Bruxelles il Comitato permanente della catena alimentare e della salute degli animali ha votato a favore del fermo temporaneo dell’insetticida. «La buona notizia è che stavolta l’Italia è fra i 23 Paesi che hanno votato a favore del bando temporaneo», ha commentato Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace.

«Sarebbe stato anacronistico votare contro – ha aggiunto – come invece è successo con il precedente bando di pesticidi killer delle api, dato che in Italia le sementi di mais trattate con il fipronil sono già oggetto di un bando nazionale, da poco prolungato fino a dicembre. Il prossimo passo è vietare anche gli altri pesticidi killer delle api e investire nella ricerca e nello sviluppo di pratiche agricole sostenibili non dipendenti dai pesticidi».

In Italia il trattamento delle sementi di mais con il fipronil, imidacloprid, thiametoxam e clothianidin è vietato dall’ottobre del 2008, proprio a causa degli impatti causati sulle api. Lo scorso 27 maggio, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha pubblicato la sua valutazione concludendo che il fipronil rappresenta «un rischio acuto per le api domestiche quando viene utilizzato per il trattamento delle sementi di mais».

L’Efsa, informa Greenpeace, ha inoltre individuato importanti lacune negli studi sugli altri usi del pesticida e nei confronti di altri impollinatori, che non permettono di valutare appieno i rischi del prodotto. Il fipronil è già vietato per l’uso come pesticida in oltre due terzi dei Paesi dell’Unione europea.

«La proposta della Commissione prevede scappatoie per colture che vengono raccolte prima della fioritura, e per l’uso nelle serre. Tali scappatoie e la natura temporanea del divieto permetteranno a questa sostanza di rimanere presente nei terreni e nell’ambiente. Per arrestare il declino delle api, è necessario un bando totale e permanente e lo sviluppo di un piano d’azione per tutelare gli insetti impollinatori» ha concluso Greenpeace.