Individuate 19 nuove zone speciali di conservazione (Zsc) in Italia

Si tratta di 9 Zsc nella regione biogeografica alpina, 13 in quella biogeografica continentale e 1 in quella mediterranea

[14 giugno 2017]

Aumenta il numero delle zone speciali di conservazione (Zsc) nel nostro Paese: ne sono state designate altre 19 in Piemonte. Si tratta di 9 Zsc della regione biogeografica alpina (Laghi di Ivrea, Serra di Ivrea,  Val Troncea, Monte Musine e Laghi di Caselette, Monte Fenera, Campello Monti, Gruppo del Tenibres, Vallone di Orgials-Colle della Lombarda, Colle e Lago della Maddalena, Val Puriac), di 13 della regione biogeografica continentale (Stagno di Oulx, Garzaia del Rio Druma, Laghetto di Sant’Agostino, Fondo Toce, Valle del Ticino, Lagoni di Mercurago, Palude diCasalbeltrame, Bosco del Merlino, Colonie di chirotteri di S. Vittoria e Monticello d’Alba, Stura di Demonte, Greto dello Scrivia, Langhe di Spigno Monferrato, Bacino del Rio Miseria) e di una della regione biogeografica mediterranea (Sorgenti del Belbo).

Il decreto del Ministero dell’ambiente – pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri – ne determina le misure di conservazione, gli obblighi e i criteri di gestione. Il decreto individua le misure di conservazione e quelle necessarie per evitare il degrado degli habitat e la perturbazione delle specie. Il tutto conformemente alle esigenze ecologiche dei tipi di habitat  naturali e proporzionalmente alla misura in cui tale perturbazione potrebbe avere conseguenze significative.

Le misure previste dal decreto vanno a integrarsi con quelle definite dagli strumenti di regolamentazione e pianificazione esistenti nel caso in cui si tratta di aree naturali protette di rilievo nazionale e provinciale.

Le misure, inoltre, potranno essere ulteriormente integrate, entro sei mesi dalla data del presente decreto, prevedendo l’integrazione con altri piani di sviluppo e specifiche misure regolamentari, amministrative o contrattuali. Entro lo stesso termine la Regione provvede ad assicurare l’allineamento tra le misure di conservazione e la  Banca dati Natura 2000 la rete europea composta dei Siti di importanza, istituita dalla direttiva habitat.

La direttiva Habitat si propone di proteggere direttamente le aree naturali e le specie del territorio Ue. A tale scopo divide il territorio in 9 regioni biogeografiche (boreale, atlantica, continentale, alpina, mediterranea, macaronesica, steppica, pannonica e la regione del Mar Nero) in base a determinate caratteristiche ecologiche omogenee, come la vegetazione, il clima e la geologia dei luoghi. Tale divisione permette una maggior razionalizzazione della rete Natura 2000, che nasce appunto per la conservazione di specie e di tipi di habitat presenti in paesi diversi ma in analoghe condizioni naturali, a prescindere dalla politica e dai confini amministrativi.