Iniziativa dei cittadini europei: in 9 milioni hanno partecipato al processo legislativo dell’Ue

L’ambiente protagonista: acqua, vivisezione e pesticidi le tre petizioni accolte dalla Commissione europea

[29 marzo 2018]

La Commissione europea ha adottato la seconda relazione sull’applicazione del regolamento riguardante l’iniziativa dei cittadini e sottolinea che «Dall’entrata in vigore di questo nuovo strumento nel 2012, si stima che 9 milioni di europei di tutti i 28 Stati membri abbiano sostenuto un’iniziativa dei cittadini europei». Finora hanno superato la soglia del milione di firme 4 iniziative  e la Commissione Ue si è impegnata a dare un seguito a 3 di loro: Stop vivisection, glifosato e proteggere le persone e l’ambiente dai pesticidi tossici Uno di noi e Acqua potabile e servizi igienico-sanitari: un diritto umano universale! L’acqua è un bene comune, non una merce!, ma per il glifosato la a Commissione ha concluso che «non sussistono motivi giuridici o scientifici che giustifichino il divieto del glifosato e non presenterà una proposta legislativa in tal senso».

La Commissione Ue ricorda che «Fra le 4 iniziative dei cittadini che hanno ottenuto il sostegno di oltre 1 milione di cittadini, la Commissione ha dato seguito all’iniziativa “Stop Vivisection” attraverso azioni non legislative; in risposta all’iniziativa “Right2Water”, nel febbraio scorso la Commissione ha proposto la revisione della direttiva sull’acqua potabile e, in seguito all’iniziativa “Ban glyphosate and toxic pesticides”, la Commissione ha annunciato una proposta legislativa intesa a migliorare la trasparenza delle valutazioni scientifiche e del processo decisionale».

Prevista dal trattato di Lisbona come strumento per consentire ai cittadini di influire sul programma di lavoro della Commissione, l’iniziativa dei cittadini europei è stata istituita nell’aprile del 2012 con l’entrata in vigore del regolamento riguardante l’iniziativa dei cittadini che attua le disposizioni del trattato.

Una volta registrata ufficialmente, un’iniziativa dei cittadini europei consente a 1 milione di cittadini provenienti da almeno un quarto degli Stati membri dell’Ue di invitare la Commissione europea a proporre atti giuridici nei settori di sua competenza. Come previsto dal regolamento sull’iniziativa dei cittadini, per essere ammissibile l’azione proposta non deve esulare manifestamente dalla competenza della Commissione Ue di presentare una proposta legislativa e non deve essere manifestamente ingiuriosa, futile o vessatoria né manifestamente contraria ai valori dell’Unione.

La Commissione Ue evidenzia che «Negli ultimi 3 anni sono stati apportati miglioramenti non legislativi allo strumento. La Commissione Juncker ha inoltre adottato un approccio più politico: tutte le richieste di registrazione (prima di iniziare la raccolta delle firme) sono ora sottoposte al Collegio dei commissari e in alcuni casi sono concesse registrazioni parziali. Questi cambiamenti hanno comportato un aumento significativo del numero di iniziative delle quali è stata accettata la registrazione: dall’aprile del 2015 circa il 90% delle iniziative proposte, rispetto al 60% di tutte le proposte del precedente periodo triennale».

Dopo la pubblicazione della prima relazione sull’applicazione del regolamento riguardante l’iniziativa dei cittadini nel marzo del 2015, «è stata avviata una revisione intesa a migliorare l’efficacia dello strumento, anche per mezzo di una consultazione pubblica aperta – dice la Commissione Ue –  Il 13 settembre 2017 la Commissione ha quindi proposto un nuovo regolamento, che dovrà ora essere adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Questo nuovo atto renderà l’iniziativa dei cittadini europei più accessibile, meno gravosa e più agevole per gli organizzatori così come per i sostenitori. La Commissione invita ad adottarlo entro la fine del 2018 affinché possa entrare in vigore nel gennaio del 2020. Le proposte saranno discusse con i portatori d’interessi in occasione della giornata ICE organizzata dal Comitato economico e sociale europeo per il 10 aprile».

Il primo  vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, ha concluso: «Il fatto che 9 milioni di persone abbiano sostenuto un’iniziativa dei cittadini europei negli ultimi 6 anni mostra che questo strumento dell’Ue promuove la partecipazione e il dibattito oltre i confini nazionali, incidendo concretamente sulle politiche dell’Ue. Ma dobbiamo andare oltre: la nostra recente proposta di riforma renderà molto più agevole per i cittadini varare e sostenere nuove iniziative, consentendo altresì ai giovani a partire dall’età di 16 anni di avere voce in capitolo».