La Regione Toscana presenta il nuovo Codice della Protezione Civile

Fratoni: «Lo declineremo al meglio, in un sistema che già vanta punte d'eccellenza»

[9 aprile 2018]

Il nuovo Codice di protezione civile (decreto legislativo n.224/2018 del 2 gennaio scorso) riforma il sistema della Protezione Civile italiana, rafforzando l’azione del servizio nazionale di protezione civile in tutte le sue funzioni, con particolare rilievo per le attività operative in emergenza. Ma, accanto a principi generali e validi su tutto il territorio nazionale, il codice viene “adeguato” alle differenti esigenze attraverso norme regionali e direttive del dipartimento. Vengono individuate le Autorità di Protezione Civile: presidente del Consiglio dei ministri, presidenti della Regione, sindaci e sindaci metropolitani. Per la prima volta vengono definite anche le loro responsabilità, che riguardano: dare attuazione alle direttive, reperire le risorse finanziarie, definire l’organizzazione territoriale, assicurare la formazione del personale e individuare le procedure per garantire la prontezza operativa in occasione degli eventi.

Aprendo oggi a Firenze il convegno “Presentazione del Codice della Protezione civile”, che ha visto la partecipazione di oltre 400 persone, l’assessore regionale all’ambiente e alla protezione civile, Federica Fratoni, ha sottolineato che è «Una giornata molto importante, perché la presentazione del Codice questa mattina non ha solo una finalità didattica e formativa, ma in realtà è l’inizio di un percorso. Noi dovremo comprendere e declinare al meglio quelle che sono le novità introdotte dal Codice che aggiorna un quadro di riferimento ormai datato 25 anni, ma dovremo declinarle sul nostro quadro toscano che segna punte d’eccellenza. Vorremmo affrontarlo in modo del tutto partecipato, come è stato fatto a livello nazionale, contando su una collaborazione molto stretta con i Comuni da una parte, e con tutto il mondo del volontariato dall’altra, uno dei nostri tasselli imprescindibili che fanno del nostro sistema un’organizzazione di riferimento perché è un volontariato formato e preparato e all’altezza dei compiti che gli vengono affidati. Un’occasione molto preziosa dunque,  che dobbiamo cogliere anche alla luce del nuovo inquadramento che viene fatto della Regione come ente di riferimento, il presidente è autorità di protezione civile e quindi la Regione a tutti gli effetti  svolge un ruolo centrale di pianificazione, organizzazione e gestione durante gli eventi. Un ruolo molto delicato che vogliamo svolgere al meglio attraverso una collaborazione stringente con tutti gli attori».

Ecco le novità più significative del nuovo Codice della Protezione civile:

Pianificazione. Declinata in ambiti territoriali ottimali, assume un ruolo centrale, diventando una attività di prevenzione. E’ infatti responsabilità delle Regioni definire gli ambiti territoriali ottimali aggregando, se necessario, più Comuni per esercitare le funzioni assegnate. i Comuni sono responsabili della pianificazione comunale. La pianificazione dovrà essere predisposta con la partecipazione di tutte le componenti e strutture operative che dovranno riconoscervisi ed applicarla. Il prefetto, mantenendo le sue competenze, dovrà peraltro operare “in raccordo” con il presidente della Regione e “coordinandosi” con la struttura regionale di protezione civile.

Vigili del fuoco. Viene per la prima volta sottolineato il ruolo del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco, quale componente e struttura operativa del Servizio di protezione civile.

Volontariato. Tra le strutture operative ampio spazio viene dedicato al Volontariato organizzato, gestito da enti locali e Regione. Accanto al volontariato organizzato è riconosciuta, per la prima volta, una forma di volontariato che opera, consapevolmente e secondo le indicazioni impartite dalle istituzioni, nell’ambito personale, familiare o di prossimità. Si tratta di un volontariato che ha il compito di applicare le disposizioni impartite dalle Autorità in caso di emergenza in ambiti circoscritti.

Sistema di preannuncio. Si precisa che si tratta di previsioni di tipo probabilistico, e si sottolinea che gli scenari di rischio non devono essere considerati come immodificabili, vanno studiati in forma dinamica, seguendo il corso degli eventi.

Gestione delle emergenze. Si definisce in primo luogo l’ambito di operatività della protezione civile. Vengono escluse le grandi manifestazioni, ma anche eventi legati al rischio chimico, nucleare, radiologico, ambientale, per i quali la normativa prevede altri soggetti competenti. In questi ambiti la protezione può dare supporto ma non coordinare né organizzare.

Classificazione delle emergenze. Viene rinnovato il sistema, prendendo a riferimento la “capacità del sistema territoriale coinvolto” di dare risposta. Ci sono quindi: “l’evento di rilevanza locale” può essere fronteggiato mediante interventi abituali, effettuati dai singoli enti in via ordinaria; “l’evento di rilevanza regionale” che richiede che gli interventi, attuati dai singoli enti ordinariamente competenti, necessitino di coordinamento, mezzi e poteri straordinari per tempo limitato; e infine “l”emergenza di rilevanza nazionale” deve essere fronteggiato con poteri e mezzi straordinari per periodi limitati.