La roadmap dell’Ue per affrontare i rischi del sistema bancario ombra

[5 settembre 2013]

La Commissione europea  ha adottato una comunicazione sul sistema bancario ombra e proposto nuove regole sui fondi comuni monetari (Fcm). La comunicazione, che fa seguito al  Libro verde sul sistema bancario ombra approvato nel 2012, è di fatto un riepilogo delle iniziative finora attuate dalla Commissione in questo settore e prospetta le ulteriori azioni possibili. Un documento che va certo nella direzione giusta e forse non a caso approvato alla vigilia del G20 in corso a San Pietroburgo; c’è da capirne la reale efficacia anche rispetto ai tempi biblici di presa delle decisioni che la politica ha dimostrato rispetto ad una finanza che è sempre più una mutevole ombra su uno schermo di computer.

Comunque la Commissione Ue ha presentato per la prima volta azioni concrete per la proposta di nuova regolamentazione dei fondi comuni monetari, «volta ad assicurare, rafforzandone il profilo di liquidità e la stabilità, che questi siano in grado di resistere meglio alle sollecitazioni al riscatto in situazioni di mercati sotto pressione».

In una nota la Commissione sottolinea che «il sistema bancario ombra è il sistema di intermediazione creditizia costituito da entità e attività operanti al di fuori del normale sistema bancario. Seppur non regolamentate alla stregua delle banche, le banche del sistema ombra si dedicano ad attività di natura bancaria». Secondo una stima approssimativa del Financial Stability Board, nel 2011 il volume del sistema bancario ombra era di 51.000 miliardi di euro, una cifra enorme, pari al  25-30% dell’intero sistema finanziario e alla metà delle attività bancarie. Per questo  il settore ha  un’importanza sistemica nella finanza europea.

Fin dal 2007, agli inizi di questa interminabile crisi finanziaria, la Commissione europea dice di aver «avviato una riforma globale del settore dei servizi finanziari in Europa, nell’intento di conferirgli solidità e stabilità, caratteristiche indispensabili per l’economia reale, colmandone le lacune e carenze emerse con la crisi», ma sono emersi altri problemi che dimostrano quanto i decisori politici poco  (o troppo) sappiano dei misteriosi meccanismi finanziari che governano il mondo.

Tanto che oggi la stessa Commissione dice che «occorre impedire che i rischi si accumulino invece nel settore bancario ombra perché, tra l’altro, la nuova disciplina delle attività bancarie potrebbe spingerne alcune verso la sfera meno regolamentata del settore ombra. I fondi comuni monetari sono un’importante fonte di finanziamenti a breve termine per gli enti finanziari, le società e le amministrazioni pubbliche, basti considerare che detengono in Europa circa il 22% dei titoli di debito a breve termine emessi da amministrazioni o società e il 38% di quelli emessi dal settore bancario. Data l’interconnessione sistemica che lega gli Fcm con il settore bancario e la finanza societaria e pubblica, il loro funzionamento ha costituito il fulcro delle iniziative internazionali sul sistema bancario ombra».

Michel Barnier, Commissario Ue per il mercato interno e i servizi, ha detto: «Dopo aver realizzato la regolamentazione globale delle banche e dei mercati, dobbiamo ora affrontare la questione dei rischi insiti nel sistema bancario ombra. Il sistema svolge una funzione importante nel finanziamento dell’economia reale e dobbiamo avere cura a che sia trasparente e impedire che i benefici ottenuti rafforzando alcuni soggetti e mercati finanziari siano sminuiti perché i rischi sono trasferiti verso settori meno regolamentati».

La comunicazione illustra gli aspetti da esaminare riguardo al sistema bancario ombra ed espone le misure già attuate per assorbirne i rischi, quali le norme che disciplinano le attività dei fondi speculativi (hedge fund) e che rafforzano i rapporti fra le banche e i soggetti non regolamentati (le disposizioni relative alle esposizioni riguardanti le cartolarizzazioni contenute nella normativa riveduta sui requisiti patrimoniali.

La comunicazione individua le priorità per le quali la Commissione Ue intende prendere iniziative:

Definizione di un quadro per i fondi comuni monetari: le nuove regole proposte, che riguardano i fondi comuni monetari domiciliati o venduti in Europa, mirano a migliorare il profilo di liquidità e la stabilità di tali Fcm.

Gestione della liquidità:  La proposta impone agli Fcm di detenere tra le attività in portafoglio almeno un 10% a scadenza giornaliera e un altro 20% a scadenza settimanale, in modo da poter essere in grado di rimborsare gli investitori che intendono riscattare la loro quota con un preavviso breve. Per evitare che un dato emittente rappresenti una percentuale eccessiva nel valore patrimoniale netto (Nav) di un Fcm, l’esposizione nei confronti di un unico emittente è limitata al 5% del portafoglio dell’Fcm (in valore) e al 10% per gli Fcm standard.

Stabilità: In considerazione della propensione degli Fcm a Nav costante a chiedere il sostegno del promotore per stabilizzare i rimborsi al valore nominale, le nuove regole impongono ai fondi di tale tipo di costituire una riserva patrimoniale prestabilita, da attivare a sostegno della stabilità dei rimborsi nei momenti in cui il cui il valore delle attività d’investimento dell’Fcm diminuisce;

Trasparenza del sistema bancario ombra: per essere in grado di monitorare i rischi in modo efficace e intervenire quando necessario, è essenziale raccogliere dati dettagliati, attendibili e completi nel settore;

Normativa sugli strumenti finanziari e rischi associati con le operazioni di finanziamento tramite titoli (principalmente sotto forma di prestito di titoli e operazioni di pronti contro termine): si tratta di operazioni che possono contribuire a un aumento della leva finanziaria e rafforzare la prociclicità del sistema finanziario, che diventa quindi vulnerabile alle “corse allo sportello” e all’improvvisa riduzione della leva finanziaria. Inoltre, la mancanza di trasparenza di questi mercati rende difficile individuare i diritti di proprietà (chi possiede cosa?), monitorare la concentrazione del rischio e individuare le controparti (chi è esposto nei confronti di chi?);

Definizione di un quadro per le interazioni con le banche: l’elevato livello di interconnessione tra il sistema bancario ombra e il restante settore finanziario, in particolare il normale sistema bancario, costituisce un fattore importante di rischio di contagio, che potrebbe essere arginato, in particolare, mediante l’inasprimento delle regole prudenziali applicate alle banche nei loro rapporti con entità finanziarie non regolamentate.

La Commissione assicura che «per far fronte in maniera adeguata ai rischi specifici si presterà altresì particolare attenzione al regime di vigilanza applicabile alle entità e attività del sistema bancario ombra. Sarà invece necessario approfondire l’analisi di altri aspetti, quali la definizione degli strumenti di risoluzione delle crisi per gli istituti finanziari non bancari e la riforma strutturale del sistema bancario, che saranno quindi precisati in un secondo tempo. In ultima analisi, l’obiettivo è garantire che il settore finanziario sia coperto dai potenziali rischi sistemici e che siano limitate le possibilità di arbitraggio regolamentare, allo scopo di rafforzare l’integrità del mercato e di accrescere la fiducia dei risparmiatori e dei consumatori».