Lavoro, la Regione Toscana è la prima a varare un piano integrato per l’occupazione

Favorite le aree di crisi complesse, non complesse e regionali. Ci può accedervi e come

[27 febbraio 2018]

La Toscana è la prima Regione a varare un Piano integrato per l’occupazione ed è orgogliosa di aver varato questo provvedimento.

Il presidente della Toscana Enrico Rossi ha annunciato il varo di un Piano integrato per l’occupazione e non ha nascosto la soddisfazione per il fatto che la sua rEgione sia stata la prima a farlo, annunciando che presto darà notizia di« importanti novità che riguarderanno i centri per l’impiego, da poco passati sotto la competenza delle Regioni».

Il presidente della Regione è consapevole che«non siamo di fronte ad un intervento capace di risolvere tutti i problemi del mercato del lavoro, ma allevia la situazione di tante famiglie che si trovano davvero in difficoltà». Poi ha  detto di «credere molto nei Centri per l’impiego, strumenti sui quali è necessario investire maggiori risorse per metterli in condizione di offrire un servizio fondamentale e che a suo giudizio devono essere pubblici. Per il momento in Italia gli addetti ai Centri per l’impiego sono soltanto 8.000 contro i 60 – 80.000 di Francia, Gran Bretagna e Germania. E anche se in Toscana vi lavorano in 800 (il 10% del totale nazionale contro una popolazione regionale che rappresenta il 6% di quella italiana) c’è la necessità di aumentare il numero degli addetti. In ogni caso sono circa 100.000 i giovani in cerca di impiego profilati in Toscana e quindi il lavoro compiuto è importante e utile. Lo testimoniano i risultati di un’indagine che mostra come ogni anno si rivolgano ai Centri per l’impiego toscani 300.000 cittadini e 17.000 imprese. E il loro livello di soddisfazione raggiunge punte del 96% contro una media nazionale ferma tra il 40 e il 60%».

Tornando al Il Piano integrato per l’occupazione, varato dalla giunta nell’ambito del programma contro povertà, esclusione sociale, disuguaglianze «per dare una concreta risposta alle cittadine e ai cittadini toscani che hanno perso il lavoro», verrà attuato a partire dal  6 marzo e la Regione sottolinea che «Dopo mesi di pressing sul ministero del Lavoro per sbloccare le risorse assegnate alla Toscana, in tutto oltre 29 milioni di euro, è stato finalmente premiato l’impegno della Regione che ha, nel frattempo, lavorato per rendere operative le misure previste dal Piano».

Come fa notare l’assessore regionale al lavoro Cristina Grieco, «La Toscana, prima Regione in Italia, ha intrapreso questo percorso che consentirà di realizzare specifiche azioni di politica attiva e favorire il reinserimento delle lavoratrici e dei lavoratori che in questi anni di crisi hanno perso il posto di lavoro, e che sono rimasti privi di ammortizzatori sociali. Una parte importante di queste risorse saranno destinate alle aree di crisi complesse, non complesse e regionali formalmente riconosciute. Una misura importante, con oltre 29 milioni di euro di cui potranno beneficiare circa 5 – 6.000 disoccupati. Il provvedimento si rivolge ai lavoratori disoccupati da almeno 12 mesi (da 6 se risiedono in aree di crisi) e comprende l’assegno di ricollocazione, quello di sostegno al reddito del disoccupato (500 euro al mese per sei mesi) e di incentivo all’occupazione, tre misure in un unico pacchetto».

La Grieco ha detto che c’è «la volontà di dare una sferzata contro la disoccupazione, puntando al reinserimento al lavoro» e ha invitato gli aventi diritto a rivolgersi ai Centri per l’impiego per avviare i percorsi previsti, ricordando che poi avranno anche la possibilità di utilizzare agenzie private. «I fondi messi a disposizione di questo progetto sono tutti regionali – ha concluso l’assessore – e derivano dai residui dei fondi degli ammortizzatori sociali non utilizzati e che la Toscana ha finalmente ottenuto di poter utilizzare a questo scopo».

Il Piano punta a garantire un sostegno al reddito e insieme un’assistenza intensiva alla ricollocazione per favorire il reinserimento lavorativo dei disoccupati. La Regione spiega che «Le misure previste dal piano, un mix di politiche attive e passive, sono la sperimentazione regionale dell’assistenza alla ricollocazione (per cui sono previsti 8 milioni di euro), l’erogazione di una indennità di partecipazione alle politiche attive previste, pari a 500 euro al mese per un massimo di sei mesi e proporzionata alla durata delle iniziative (per cui sono previsti complessivamente 14,5 milioni di euro), l’incentivo all’occupazione, per i datori di lavoro che assumono i destinatari dell’assegno (7 milioni)».

Le risorse disponibili sono riservate per il 70% agli interventi per i lavoratori residenti nei Comuni toscani delle aree di crisi industriale complessa, non complessa e regionale. Per il 30% agli interventi attivati per i lavoratori residenti nelle altre aree regionali.

Nella gestione delle misure la Regione Toscana si avvarrà della collaborazione con Inps, che provvederà al pagamento ai destinatari dell’indennità di partecipazione. Sarà invece Anpal, l’agenzia nazionale per il lavoro, ad occuparsi del pagamento dell’assegno di ricollocazione e degli incentivi occupazionali.

Ecco le indicazioni su quali sono i requisiti, chi può accedervi e come:

Percorso di ricollocazione. Gli interessati in possesso dei requisiti previsti dal Piano Integrato per l’Occupazione (domiciliato in Toscana, iscritto ad un Centro per l’Impiego della Toscana, disoccupato da 12 mesi o 6 se si risiede nelle aree di crisi e privo di strumenti a sostegno del reddito), devono recarsi presso il proprio Centro per l’Impiego, a partire dal 6 marzo (per l’aggiornamento del Patto di servizio personalizzato, in cui verrà studiata una strategia mirata alla ricollocazione che sarà finanziata da una specifica dotazione, da un minimo di 500 a un massimo di 5000 euro in funzione dell’indice di profilazione del disoccupato e del tipo di contratto di lavoro conseguito. Il disoccupato dovrà  scegliere se farsi seguire dal Centro per l’impiego oppure da un soggetto privato accreditato, con cui concorderà un appuntamento per definire e sottoscrivere il Programma di assistenza intensiva alla ricollocazione, in cui verranno registrate le varie attività proposte (ad esempio corsi di formazione, seminari, tirocini). L’importo dell’assegno per la ricollocazione sarà comunque incassato direttamente dal centro per l’impiego o dall’agenzia accreditata, solo se riusciranno a trovare un lavoro al disoccupato.

Indennità di partecipazione. Per tutta la durata del percorso di ricollocazione, il disoccupato riceverà un’indennità di partecipazione di euro 500 mensili. Eventuali periodi di lavoro daranno luogo a una decurtazione in proporzione. La mancata partecipazione alle attività previste dal Programma senza giustificato motivo comporta la decadenza dal programma e quindi dall’indennità.

Incentivo ai datori di lavoro. E’ inoltre previsto un incentivo all’occupazione, erogato ai datori di lavoro che assumono i soggetti ai quali è stato rilasciato l’assegno di ricollocazione, da 1.000 a 8.000 euro in funzione della tipologia di contratto (tempo determinato, indeterminato, somministrazione, apprendistato) e dell’orario contrattuale (part-time/full time).