L’Orco e i migranti. Ancora morti nel Mediterraneo. L’opinione di un pacifista

Intanto l’Ue pensa di (ri) collaborare con le dittature per “gestire” i migranti

[4 marzo 2015]

Oggi tra le onde del Mediterraneo si contano almeno altre 10 vittime di una strage infinita di esseri umani fuggono da persecuzione e fame e che scappano da un paese in fiamme, la Libia, dove li hanno portati i trafficanti di carne umana. Una situazione così preoccupante che il primo vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, ha detto: «L’immigrazione è un problema che riguarda tutti gli Stati membri, non è più Mare Nostrum, ma Europa nostra», annunciando poi pubblicamente quello che l’Unione europea fa da sempre: collaborazione anche con le dittature per “gestire” i flussi migratori e “difendere” l’Europa. «Gestire bene la migrazione è una sfida per l’Europa nel suo insieme – ha detto  Timmermans. – E’ giunto il momento di rivedere il nostro approccio al modo in cui lavoriamo assieme: dobbiamo fare un uso migliore e più coerente di tutti i nostri strumenti, concordare priorità comuni e unire maggiori risorse a livello europeo e nazionale al fine di garantire un’effettiva solidarietà e una migliore condivisione delle responsabilità tra gli Stati membri. A maggio presenteremo una nuova agenda sulla migrazione che prevede una migliore governance per rafforzare il nostro sistema di asilo, definire un percorso efficace per la migrazione legale, agire più energicamente contro la migrazione irregolare e garantire frontiere più sicure».  E l‘Alta rappresentante per gli affari esteri dell’Ue, Federica Mogherini ha confermato la linea: «In quanto europei, dobbiamo essere efficaci nel dare risposte immediate alla migrazione e contemporaneamente affrontarne le cause profonde, a partire dalle crisi che dilagano alle nostre frontiere, soprattutto in Libia. Proprio per questo stiamo aumentando la nostra collaborazione con i paesi di origine e di transito per fornire protezione nelle regioni in conflitto, facilitare il reinsediamento e affrontare le rotte dei trafficanti».

Si tratta più o meno della stessa politica dell’Ue che non ha mai affrontato – ed ha volte ha creato – i problemi di fondo, collaborando con gli stessi governi che determinano le ragioni della fuga dei loro cittadini e che non hanno mai contrastato i trafficanti di carne umana, spesso ben introdotti fino ai vertici dei regimi autoritari.

Per questo ci sembra importante pubblicare un punto di vista radicalmente differente come questa riflessione che Peppe Sini ci ha inviato oggi:

 

L’orco che sbrana le vite dei migranti che muoiono nel Mediterraneo altri non è che la politica razzista e assassina dei governi europei.

Basterebbe una semplice decisione dei governi europei e le mafie dei trafficanti sarebbero annichilite, ed innumerevoli vite umane sarebbero salvate.

E quella semplice decisione è consentire l’ingresso legale e sicuro nel continente che abitiamo a tutte le persone in fuga dall’orrore.

E quella semplice decisione altro non sarebbe che prendere sul serio ed applicare concretamente e coerentemente le nostre stesse leggi fondamentali: dalla Dichiarazione universale dei diritti umani alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea alla Costituzione della Repubblica Italiana.

Se chi disperato ha dovuto abbandonare la sua casa e la sua famiglia inseguito dalla guerra e dalla fame, dalle milizie assassine e dai disastri ambientali, avesse la possibilità di giungere in Europa in modo legale e sicuro, affiderebbe forse la sua vita alle mafie dei trafficanti?

E’ la politica disumana dei nostri governi che crea il mercato dei trafficanti, che favoreggia le mafie schiaviste, che espone e che reca al massacro innumerevoli innocenti.

Ma chi disperato e’ in fuga dalla morte non ha forse diritto alla nostra solidarietà in quanto essere umano, in quanto esseri umani?

Non dovremmo noi agire per salvare la sua vita? Non è questa da sempre la prima ed unica legge che fonda l’umana convivenza, il consorzio sociale, la civiltà che è una?

Ed allora se la persona perseguitata e fuggiasca ha diritto al nostra aiuto per salvare la sua vita, ed allora se noi abbiamo il dovere di salvare la vita della persona perseguitata e fuggiasca, non ne consegue che occorre abolire le scellerate misure che impediscono a queste persone innocenti di trovare scampo dalla schiavitù e della morte? Non ne consegue che occorre adoperarci a garantire accoglienza e assistenza a questi fratelli, a queste sorelle?

Le mafie dei trafficanti sarebbero annientate da una semplice azione dell’Italia e dell’Europa:

  1. inverare il dovere d’asilo garantendo il trasporto e l’ingresso legale e sicuro nel nostro continente a chiunque ne abbia bisogno e quindi diritto;
  2. cessare di sostenere le dittature e le mafie e di alimentare le guerre e lo schiavismo nel Sud del mondo;
  3. cessare di rapinare il Sud del mondo;
  4. promuovere ovunque pace, democrazia, giustizia sociale e rispetto dei diritti umani con concrete e coerenti politiche nonviolente di autentica solidarietà e condivisione.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Pace, disarmo, smilitarizzazione dei conflitti.

Riconoscimento del diritto di ogni essere umano alla vita, alla dignità, alla solidarietà.

Vi è una sola umanità in un unico mondo casa comune dell’umanità intera.

Solo la nonviolenza può salvare l’umanità.

 

Peppe Sini, responsabile del “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo