Dal Manifesto di Oslo alla conferenza internazionale presso l’Università di Siena

Nasce Elga, network mondiale di diritto ecologico per una nuova governance ambientale

«Non è più il tempo per essere pessimisti, urge una voce unificata per diffondere le migliori pratiche esistenti»

[22 dicembre 2017]

Si è svolta presso il Santa Chiara Lab dell’Università di Siena la conferenza internazionale di presentazione del nuovo network scientifico Ecological law and governace association (Elga – www.elga.world). La conferenza, che ha visto gli autori di questo articolo impegnati in prima persona come membri del comitato organizzatore locale, ha coinvolto alcuni tra i più autorevoli esperti di diritto dell’ecologia e di governance territoriale. Aperta dai saluti, tra gli altri, del rettore dell’Università di Siena, Francesco Frati, la conferenza ha avuto come ospite d’onore Maria Mercedes Sanchez, responsabile del programma Harmony with nature delle Nazioni Unite che, istituito con la risoluzione dell’Assemblea generale 64/196 del 2009, si fa promotore di uno sviluppo in armonia con la natura e i suoi ecosistemi.

Siena è stata la cornice di un evento di risonanza globale, rivelandosi all’altezza delle aspettative e affascinando gli ospiti con la sua bellezza. Prezioso in tal senso è stato il contributo offerto sia dall’Università di Siena, che ha messo a disposizione le sale del Palazzo del Rettorato e la struttura del Santa Chiara Lab, sia dal Comune di Siena, il quale ha dato la possibilità di effettuare una visita al Palazzo Pubblico e, in particolare, all’affresco del Buon governo di Ambrogio Lorenzetti, rivelatosi fonte di grande ispirazione per via delle numerose analogie riscontrate con i principi fondanti della governance ecologica promossa da Elga.

Tutti questi elementi hanno creato i presupposti per quello che si è dimostrato un evento di successo e che ha rappresentato il giusto avvio di un progetto ambizioso e complesso.

L’obiettivo di Elga è articolato, proponendosi di facilitare un nuovo approccio dell’essere umano nei confronti della natura e dell’ambiente che lo ospita, partendo da un ripensamento del diritto e della governance e da una valorizzazione del loro ruolo per la promozione di uno sviluppo realmente sostenibile.

Il documento fondante di Elga è costituito dal Manifesto di Oslo, presentato nel 2016 nell’ambito della Academy of environmental law dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn), al quale tutti gli interessati possono aderire (www.elga.world/oslo-manifesto/). Il Manifesto individua le radici della profonda crisi ecologica che il Pianeta sta attraversando anche nel fallimento del diritto dell’ambiente, incapace di rallentare e invertire il progressivo deterioramento degli ecosistemi. È questa la ragione che ha spinto numerosi giuristi a impegnarsi in un progetto di revisione delle basi teoriche del diritto e della governance ambientale. L’obiettivo non è ampliare il corpus legislativo in materia, già sufficientemente articolato e complesso, quanto piuttosto risolvere un’inefficacia di fondo probabilmente dovuta sia ad un’insanabile dicotomia tra interessi economici e protezione ambientale – che vede i primi sovente trionfanti sui secondi – sia ad un diffuso modus operandi che considera la normativa ambientale un mero meccanismo riparatore delle esternalità negative derivanti dall’attività economica.

Il nuovo approccio, proposto da Elga attraverso il Manifesto di Oslo, si basa invece su una prospettiva “ecocentrica” che provochi un rovesciamento, o quantomeno un bilanciamento, della centralità dell’essere umano rispetto alla natura e della supremazia dei diritti sulle responsabilità. Le attività umane devono essere subordinate alla necessità di proteggere l’integrità dei sistemi ecologici. Tale necessità dovrebbe diventare quindi una condicio sine qua non per uno sviluppo umano in armonia con la natura e il principio fondante di un nuovo ordine giuridico di diritto ecologico.

Realtà che vivono considerando l’integrità ecologica la base dello sviluppo umano sono già esistenti, così come è già sviluppata la giurisprudenza “ecocentrica”, concetto che racchiude al suo interno “il diritto della natura”, “il diritto della Madre Terra”, il diritto umano ecologico, le campagne di “ecocidio”, per citare alcune iniziative in tal senso. Nonostante le differenze esistenti tra queste esperienze, esse condividono una base teorica comune che può rappresentare il motore di un’azione collettiva che si ponga come obiettivo quello di creare una coscienza ecologica più ampia, che consideri gli esseri umani all’interno di ecosistemi che ogni singolo individuo ha il dovere e la possibilità di tutelare; la natura non deve più essere percepita come qualcosa di “altro” ma come sistema strettamente interconnesso con le attività umane.

Elga, attraverso le sue diverse sezioni internazionali, si occuperà della raccolta delle più virtuose esperienze di governance territoriale e della creazione di nuovi modelli giuridici di protezione ambientale in un’ottica di diritto ecologico. L’azione di tale network mondiale permetterà di contribuire a una più efficace e rapida diffusione delle migliori pratiche emergenti nei diversi contesti territoriali, nell’ottica del superamento della tradizionale distinzione tra paesi più sviluppati e paesi in via di sviluppo.

Non è più il tempo per essere pessimisti, urge fornire al mondo una voce unificata per le migliori pratiche di diritto ecologico e di amministrazione efficiente che fungano da dimostrazione che vivere in armonia con la natura è possibile e che diffondano l’entusiasmo per sperare in un mondo più vivibile per noi e per le generazioni future.

di Massimiliano Montini, Francesca Volpe, Francesca Grandinetti