Pac: l’Italia deve restituire quasi 15 milioni di euro all’Ue

[13 agosto 2013]

Molti Stati membri dell’Unione europea, hanno speso indebitamente soldi relativi a fondi della Politica agricola comunitaria e ora li devono restituire.

Nell’ambito della cosiddetta procedura di liquidazione dei conti, la Commissione europea ha chiesto oggi la restituzione di 180 milioni di euro, ma in realtà, dato che una parte di questi fondi è già stata recuperata, l’impatto finanziario è inferiore: restano infatti da rimborsare 169 milioni di euro.

I fondi riconfluiranno nel bilancio dell’Unione per inosservanza delle norme Ue o inadempienze nelle procedure di controllo della spesa agricola. Se infatti gli Stati membri sono responsabili del pagamento e della verifica delle spese della politica agricola comune (Pac), spetta alla Commissione controllare che essi abbiano fatto un uso corretto dei fondi stanziati.

Nello specifico sono 14 gli Stati membri in qualche modo inadempienti: Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Polonia, Slovenia, Spagna, Regno Unito e Ungheria. In particolare sono Regno Unito e Polonia i paesi ad avere le maggiori pendenze.

Il Regno Unito deve restituire 40,4 milioni di euro per carenze nel sistema di identificazione delle parcelle agricole/sistema di informazione geografica (Sipa–Sig), nei controlli in loco e nel calcolo delle sanzioni in Scozia, e altri 18,6 milioni di euro (in parte già rimborsati) per inadempienze nell’assegnazione di diritti all’aiuto.

La Polonia deve restituire 39,2 milioni di euro (in parte già rimborsati) per carenze nei sistemi Sipa– Sig, nei controlli incrociati, nei pagamenti, nell’applicazione delle sanzioni, nei recuperi retroattivi e per ritardi nei controlli in loco.

Per quanto riguarda l’Italia, deve restituire quasi 14 milioni di euro (13.798), per carenze ricorrenti nei controlli amministrativi, contabili e fisici e per lacune nell’applicazione delle sanzioni nel regime di trasformazione di agrumi in Sicilia e Calabria e 0,976 milioni di euro per pagamenti tardivi nel regime delle scorte private di formaggi.