Il Pd si schiera con la destra e blocca la legalizzazione della cannabis in Italia

Della Vedova: «Ha scelto di votare con Lega, Fi e Ncd, smentendo la scelta antiproibizionista di oltre cento parlamentari democratici»

[27 luglio 2017]

Ieri Pd, Lega, Forza Italia e Ncd hanno deciso – insieme – di affossare la proposta di legge per la legalizzazione della cannabis in Italia: nel voto tenutosi ieri all’interno delle commissioni riunite Giustizia e Affari sociali della Camera hanno affossato si limita infatti a proporre «qualche tardivo, seppur utile, aggiustamento alla disciplina dell’uso terapeutico della cannabis», come spiega con amarezza Benedetto Della Vedova, sottosegretario di Stato al ministero degli Affari esteri e forte sostenitore della legalizzazione.

Il testo adottato è infatti quello avanzato da Margherita Miotto (Pd), esclusivamente incentrato sull’uso terapeutico. «Il testo votato oggi in Commissione non è un testo che riguardi la legalizzazione – rincara Della Vedova – il Pd ha scelto di votare con Lega, Fi e Ncd, smentendo la scelta antiproibizionista di oltre cento parlamentari democratici che avevano sottoscritto il disegno di legge cannabis legale. Si lasciano così milioni di italiani, giovani ma non solo, convinti della necessità di passare dal regime criminale a quello legale, di sentirsi rappresentati solo da M5S e sinistra anti-Pd».

Un testo, quello del disegno di legge, che in totale aveva incassato l’adesione di oltre 200 deputati e 70 senatori da ogni schieramento. Un sostegno che ieri non è bastato: «A settembre, quando si arriverà in aula – chiosa il sottosegretario agli Affari esteri – ci sarà un’ultima occasione per dare un segnale diverso nel voto sugli emendamenti che riproporranno i contenuti del testo elaborato dall’intergruppo».

L’unica altra possibilità per la legalizzazione della cannabis in Italia, al momento, risiede in un legge di iniziativa popolare.

«Mafie e mercanti della droga non possono che dire grazie di fronte all’affossamento del ddl cannabis legale – spiegano dai Radicali, promotori della legge di iniziativa popolare – La scelta proposta dall’on. Miotto di portare avanti solo la parte relativa alla cannabis terapeutica è irresponsabile e ipocrita. La cannabis terapeutica è legale dal 2007 in Italia e nonostante ciò fatica ad affermarsi proprio a causa dell’aurea di criminalizzazione che ancora circonda questa sostanza: infatti sono ancora moltissimi i medici che non conoscono questa possibilità terapeutica o che si rifiutano di prescriverla per paura di essere perseguiti. Rinunciando a creare le condizioni in parlamento per approvare l’intero testo, il Pd ha perso l’occasione di conquistare una riforma invocata dalla stragrande maggioranza del Paese, appoggiata da numerosi magistrati e dalla direzione nazionale antimafia. Legalizzare la cannabis non è un capriccio ma è un’urgenza che riguarda migliaia di detenuti nelle carceri, migliaia di processi che intasano i tribunali, milioni di euro e risorse sottratte ad operazioni della polizia; riguarda la salute, i diritti e le libertà delle persone. La partita sulla legalizzazione però non si chiude qui, ma resta aperta proprio grazie a cittadini, quasi 70mila, che hanno firmato la legge di iniziativa popolare depositata da noi Radicali Italiani con l’Associazione Coscioni e numerose organizzazioni e che prevede la regolamentazione legale della produzione, del commercio e del consumo della cannabis. Essendo una legge popolare, resterà in piedi anche nella prossima legislatura. Come Radicali continueremo a batterci, anche con le nostre disobbedienze civili, perché questa legge venga discussa e approvata, per consegnare finalmente all’Italia una riforma che attende da tempo».