Pesca, l’Ue vuole riformare il quadro per la raccolta e la gestione di dati

[19 giugno 2015]

pesca europa ue

La riforma della politica comune della pesca (Pcp) del 2013 deve essere accompagnata da adeguamenti per quanto riguarda la consulenza scientifica e i dati che ne costituiscono la base: è l’opinione dell’Ue, che propone un nuovo regolamento per riformare il quadro per la raccolta, la gestione e l’uso di dati nel settore della pesca e per il sostegno alla consulenza scientifica relativa alla politica comune della pesca.

La raccolta dei dati è essenziale per l’attuazione della Pcp, in quanto consente di fondarla sui migliori pareri scientifici. I dati sono necessari lo stato degli stock ittici, la redditività dei vari segmenti del settore e l’impatto della pesca e dell’acquacoltura sull’ecosistema. E sono necessari per valutare le politiche comunitaria in (misure di gestione della pesca, misure finanziarie strutturali a sostegno delle zone dipendenti dalla pesca e dall’acquacoltura, misure di mitigazione destinate a ridurre gli effetti negativi della pesca sull’ecosistema).

Per questo motivo nel 2000 è stato istituito un quadro dell’UE per la raccolta e la gestione dei dati sulla pesca, successivamente riformato e divenuto nel 2008 il quadro per la raccolta dei dati (Dcf). Il Dcf ha rappresentato un importante progresso nell’elaborazione di una serie armonizzata di norme per la raccolta di dati biologici, ambientali, tecnici e socioeconomici sui settori della pesca, dell’acquacoltura e della trasformazione.

Ma con l’avvento della riforma della Pcp del 2013 si è presentata l’esigenza di adeguare il quadro in particolare la consulenza scientifica e i dati che ne costituiscono la base. Cosa particolarmente importante per poter conseguire il rendimento massimo sostenibile (Msy) entro il 2020, gestire le attività di pesca tenendo conto del loro impatto sull’ecosistema e introdurre progressivamente un obbligo di sbarco.

La revisione del Dcf dovrebbe garantire che i dati siano raccolti in base a un’analisi costi/benefici o costi/utilizzo della precisione ottenuta mediante modelli scientifici e del corrispondente livello di rischio. Ad esempio, anziché ogni anno, gli studi potrebbero essere effettuati ogni tre anni.

La riforma della Pcp esige inoltre un cambiamento del modo in cui sono ottenuti i dati: occorre ad esempio promuovere la regionalizzazione e il decentramento dei compiti dall’Unione europea agli Stati membri nel contesto della cooperazione regionale.

L’analisi dovrebbe essere basata su una discussione tra i responsabili della gestione della pesca, della raccolta dei dati e della formulazione dei pareri scientifici, per evitare che i requisiti in materia di dati si limitino a un elenco dei bisogni identificati per i singoli stock, cosa che comporta un disallineamento tra la quantità e la portata dei dati raccolti per alcuni stock e i bisogni degli utilizzatori finali, compresi i responsabili della gestione della pesca.

Ciò sarà realizzato introducendo una serie di criteri volti a definire le priorità in relazione agli stock, quali l’importanza economica e sociale, il tasso di sfruttamento o l’esistenza di piani di gestione o di protezione. Tali criteri dovrebbero essere utilizzati per la definizione e la successiva revisione del programma pluriennale dell’Ue che attua nel dettaglio il regolamento relativo al DCF. Un esempio a questo riguardo è rappresentato dalla passera di mare del Baltico, per la quale vengono raccolti più dati di quelli necessari per il monitoraggio dello stock.

La proposta di regolamento cerca anche di rafforzare la cooperazione regionale. La cooperazione tra Stati membri della stessa regione marina, consentirà di adottare decisioni più mirate di gestione della pesca, i responsabili della raccolta dei dati dovrebbero pianificare le loro attività di concerto con gli utilizzatori finali a livello regionale e optare per una crescente ripartizione dei compiti tra gli Stati membri.

Inoltre la proposta risponde all’esigenza di armonizzazione e coordinamento con analoghe politiche in materia di raccolta dei dati nel quadro della regolamentazione ambientale e statistica.