Pesca, ecco quando la Commissione Ue può vietarla prima del previsto

[14 ottobre 2014]

La Commissione europea può vietare la pesca anche prima della scadenza delle licenze al fine di evitare un grave rischio “per la conservazione e la ricostituzione delle risorse acquatiche vive o per l’ecosistema marino”.

Lo afferma la Corte di Giustizia europea con sentenza di oggi, in riferimento ai pescatori francesi e al divieto del 2008 di pescare il tonno rosso nel Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico. In virtù di tale divieto le autorità francesi hanno revocato le licenze di pesca concesse cosicché i pescatori non hanno più potuto esercitare la loro attività tra il 16 e il 30 giugno 2008 (data di scadenza delle licenze). Quindi, ritenendo di aver subito un danno, alcuni pescatori e il Syndicat des thoniers méditerranéens (STM), hanno presentato ricorso al Tribunale per ottenere il risarcimento dei danni e per l’accertamento della responsabilità extracontrattuale della Commissione.

Ma il Tribunale ha respinto il ricorso in quanto “il danno non può essere considerato effettivo e certo”. A giudizio del Tribunale non si può escludere l’esaurimento del contingente assegnato anche se i pescherecci avessero pescato fino al termine di validità delle licenze di pesca iniziali. Anche perché i contingenti non conferiscano alcuna garanzia ai pescatori di poter pescare l’intero contingente loro assegnato.

Però secondo la Corte il Tribunale è incorso in un errore di diritto nel dichiarare che il danno del non è stato effettivo e certo. E dunque ha annullato la sentenza del Tribunale.

Ha inoltre rilevato che la Commissione, senza dover attendere che abbia luogo il superamento di un contingente assegnato, può adottare misure di emergenza dal momento in cui esistono prove di un “grave rischio, per la conservazione delle risorse acquatiche vive o per l’ecosistema marino, derivante dalle attività di pesca e che richiede un intervento immediato”  . La Commissione non ha agito illegittimamente,  dato che può limitare il libero esercizio delle attività di pesca al fine di evitare un grave rischio per la conservazione e la ricostituzione dello stock, in questo caso, di tonno rosso nell’Atlantico e nel Mediterraneo.