Polizia provinciale: approvata l’estensione delle coperture economiche alla lotta ai reati ambientali

Mozione unanime che impegna la Giunta a rinnovare la convenzione con la Città Metropolitana di Firenze con una ridefinizione della vigilanza e dei reati ambientali

[13 settembre 2018]

Il Consiglio regionale della Toscana ha chiesto all’unanimità alla Giunta di rinnovare la convenzione con la Città Metropolitana di Firenze, »confermando la strategicità delle attività svolte dalla Polizia provinciale,  garantendo un adeguato livello di finanziamento e valutando i compiti assegnati, così da prevedere fra questi l’attività di vigilanza e prevenzione dei reati ambientali».

E’ quanto prevede la mozione presentata da Tommaso Fattori e Marco Sarti di Sì-Toscana a Sinistra, che impegna l’esecutivo toscano anche a «valutare la rimodulazione dei compiti assegnati alle Polizie provinciali di tutta la regione, prevedendo fra questi anche l’attività di vigilanza e prevenzione dei reati ambientali».

L’atto prende le mosse dalla convenzione tra Città Metropolitana di Firenze e Regione Toscana per lo svolgimento di compiti di vigilanza, che a oggi è in attesa di rinnovo. La convenzione incentiva le attività di vigilanza con riferimento ad alcune funzioni, ma non ad altre, che pure sono oggetto di riordino in base alla normativa regionale e nazionale sul riordino delle funzioni provinciali.  Resta esclusa la vigilanza in materia di rifiuti, difesa del suolo, tutela della qualità dell’aria e delle acque, inquinamento acustico.
I consiglieri regionali di Sinistra e Enrico Carpini consigliere della Metrocittà del gruppo “Territori Beni Comuni”, .spiegano che «La convenzione tra Città metropolitana e Regione Toscana per l’impiego della polizia provinciale, che attualmente copre solo caccia, pesca e viabilità, dovrà essere estesa anche ai controlli contro i reati ambientali. Gli agenti della polizia provincia di Firenze devono essere impiegati in prima linea nella lotta ai reati ambientali e devono poterlo fare con continuità».

Fattori, Sarti  e Carpini  ricordano che «Gli agenti della polizia provinciale – osservano– vivono da anni in un immeritato limbo e una parte consistente della Polizia provinciale, nei periodi in cui l’attività venatoria è ferma, è impegnata a presidiare Palazzo Medici Riccardi o a vigilare il parco di Pratolino. Potrebbero invece dedicarsi con profitto alla prevenzione dei reati ambientali e alla vigilanza in un ambito così delicato. Del resto, la Toscana, secondo il Rapporto di Legambiente Ecomafia 2017, risulta al sesto posto nella classifica nazionale degli ecoreati, con 1.722 segnalazioni nei diversi campi dei rifiuti, edilizia, racket degli animali, archeomafia e incendi dolosi. Chiediamo che d’ora in avanti tutte le convenzioni prevedano l’utilizzo delle diverse polizie provinciali anche nelle attività di vigilanza e prevenzione dei reati ambientali. Questo è ancor più necessario dopo il fallimentare assorbimento del Corpo forestale dello Stato nell’arma dei carabinieri, che ha reso impari la lotta che vede esigue forze dell’ordine impegnate contro inquinamento, bracconieri, trafficanti di rifiuti e organizzazioni dell’ecomafia. La Regione Toscana potrebbe così dimostrare di voler fare tutto il possibile per contrastare gli ecoreati».