Riforma del Titolo V, alle associazioni ambientaliste piace l’emendamento Marinello

[16 luglio 2014]

Piccoli passi avanti sul Titolo V: secondo 19 associazioni ambientaliste (Accademia Kronos, Agri Ambiente, Amici della Terra, Aiig, Cts, Enpa, Fai, Federazione Pro Natura, Greenaccord, Inu, Italia Nostra, Lac, Lav, Legambiente, Marevivo, Mountain Wilderness, Touring Club, VAS, Wwf), che nei giorni scorsi hanno presentato uno specifico appello ai due relatori del disegno di legge di riforma costituzionale e ai ministri per le riforme Boschi e dell’Ambiente Galletti, «al Senato, con l’emendamento presentato ieri in Aula dal presidente della Commissione Ambiente Marinello, è stato dato un segnale importante per fare in modo che l’Ambiente torni ad essere chiaramente competenza esclusiva dello Stato. Si può superare così il testo Calderoli/Finocchiaro, che rischierebbe, se fosse accolto anche dall’Aula, di alimentare, invece di sopire, il contenzioso con le Regioni. Ora attendiamo che Palazzo Madama proceda alla correzione, con l’assenso del Governo che aveva proposto originariamente ben più chiara formulazione e che s’è dichiarato disponibile a ‘possibili ritocchi’ del testo uscito dalla Commissione Affari Costituzionali».

Secondo gli ambientalisti «il correttivo andrà a scongiurare il pericolo, evidenziato nell’Appello delle Associazioni ambientaliste, di un incremento del conflitto tra Stato e Regioni che il testo varato dalla Commissione Affari costituzionali del Senato – a seguito di un emendamento dei Relatori, Calderoli e Finocchiaro – incomprensibilmente affida allo Stato la competenza esclusiva  sulle “disposizioni generali e comuni su ambiente ed ecosistema”. La genericità e la debolezza tecnica della formulazione dell’emendamento 281000 non permette di segnare un confine preciso. Se venisse confermata malauguratamente la impostazione dell’emendamento 26.1000 all’articolo 117, si tornerà a dover rimettere alla giurisprudenza della Corte costituzionale la definizione degli ambiti acuendo la conflittualità che la riforma del 2001 aveva prodotto e che, come ricordato dal quotidiano di Confindustria, ha provocato, tra il 2002 e il 2013, la promozione di 2081 giudizi di costituzionalità a dimostrazione di una riforma sbagliata i cui vizi devono essere superati e non aggravati».

Le 19 organizzazioni auspicano quindi che «l’emendamento presentato dal Senatore Marinello venga accolto. Questo permetterà di ritornare all’originaria formulazione presentata dal ministro Boschi che, in modo chiaro e inequivoco, affida alle competenze dello Stato l’“ambiente e l’ecosistema” congiuntamente alla “tutela dei beni culturali e paesaggistici”. Solo così sarà lasciato invariato l’unicum tra paesaggio e ambiente che, fondato sull’art. 9 Cost., non può essere spezzato come invece farebbe il testo proposto dai Relatori  Calderoli e Finocchiaro che deve essere assolutamente corretto».