«Il diritto internazionale è un optional quando si tratta di questioni relative alla migrazione»

Sequestro Open Arms, Frassoni: «Italia e Ue sempre più ostili ai difensori dei diritti umani»

L’intervento della co-presidente dei Verdi Europei Monica Frassoni in seguito al sequestro della nave spagnola su provvedimento della procura di Catania

[20 marzo 2018]

Il caso della nave spagnola Open Arms sequestrata dal giudice Zuccaro, lo stesso che ha iniziato lo scorso anno il processo di criminalizzazione delle operazioni di soccorso delle ONG, sta emergendo come un’altra dimostrazione che non solo l’Italia, ma anche l’Unione europea sono sempre più ostili ai difensori dei diritti umani e che il diritto internazionale è un optional quando si tratta di questioni relative alla migrazione.

Ieri la portavoce della Commissione europea, Natasha Bertaud, ha messo sullo stesso piano un “codice di condotta” molto controverso per le ONG il cui valore e contenuto legale è contestato e norme vincolanti ONU in particolare sul traffico di migranti e sul salvataggio in mare, quando ha affermato che “non solo il diritto internazionale ma anche il codice di condotta delle ONG deve essere rispettato”. Inoltre, nonostante la Open Arms abbia affermato di poter dimostrare che l’operazione di salvataggio è avvenuta a 74 km dalle coste libiche in acque internazionali e comunque su richiesta della Guardia costiera italiana, Bertaud ha continuato a dire che i fatti erano avvenuti in acque libiche.

Ciò significa che la Commissione europea appoggia l’idea senza fondamento che la Libia sia un rifugio sicuro per migranti e rifugiati e suggerisce che Open Arms avrebbe dovuto restituire i 218 migranti. Questo nonostante la Guardia costiera libica abbia minacciato con armi il personale della ONG,  nonostante sie assodato che le autorità libiche non sono in grado di garantire i diritti di migranti e richiedenti asilo ed è più che evidente che la situazione politica in Libia sia precaria. La Commissione europea non si può accontentare dei pochi progressi fatti con la pur positiva iniziativa dell’Unione africana e della UE che ha permesso di entrare in alcuni campi libici, per avvalorare l’idea che la Libia sia un paese ‘normale’.

La criminalizzazione delle ONG e dei difensori dei diritti umani e l’offuscamento dei limiti di ciò che può essere fatto e di ciò che invece è inaccettabile e disumano, non è un modo per aumentare la popolarità e la legittimità dell’Unione europea davanti agli occhi dei suoi cittadini. Al contrario, rafforzerà solo quelle forze politiche estremiste che sono già al lavoro per distruggerla.

di Monica Frassoni, co-presidente dei Verdi Europei