Si avvicina la nuova direttiva Via per l’Ue: ancora un approvazione al Parlamento europeo

[13 febbraio 2014]

Da molto tempo l’Europa attende la nuova direttiva comunitaria sulla Via, la Valutazione d’impatto ambientale. Ormai l’iter per l’approvazione dovrebbe essere quasi concluso, e il risultato ottenuto nella commissione Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare del Parlamento europeo prosegue in questa corsa. È stato infatti approvato (votanti 56; favorevoli 46; contrari 8; astenuti 2) l’esito dei negoziati dello scorso 20 dicembre con il Coreper (Comitato dei rappresentanti permanenti dei governi nazionali presso l’UE) sulla nuova Direttiva UE di Valutazione d’Impatto Ambientale.

L’eurodeputato PD Andrea Zanoni, che è relatore della Direttiva per il Parlamento europeo, ha dichiarato che «si tratta di una pietra miliare per la tutela dell’ambiente europeo. Introdotte importanti novità tra cui norme contro il conflitto d’interesse, sanzioni e una facilitata partecipazione del pubblico».

«Tra le principali novità – spiega Zanoni – ci sono delle specifiche sulla biodiversità, il clima, maggiore trasparenza nella procedura per facilitare la partecipazione pubblica grazie alla creazione di un portale centrale, norme nuove sul conflitto di interessi, sanzioni nel caso di violazioni delle norme derivanti dalla nuova direttiva, una forte limitazione della possibilità di ricorrere a deroghe, nuovi criteri di decisione e di informazioni da fornire nel rapporto ambientale, come il cumulo dei progetti detto “salami slicing”, i cambiamenti idromorfologici, o la valutazione del rischio. Si tratta del risultato di un anno e mezzo di duro lavoro, oltre cento incontri con i relatori ombra, con il Consiglio, la Commissione, le associazioni di categoria, le associazioni ambientaliste, e le rappresentanze di molti dei governi dei 28 Stati membri UE. Siamo riusciti ad innalzare il livello qualitativo degli standard di protezione dell’ambiente e della salute umana di cui le pubbliche amministrazioni dovranno tener conto per la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati come ponti, porti, autostrade, discariche di rifiuti, fino agli allevamenti intensivi di pollame o suini».

«L’unico rammarico – commenta Zanoni – consiste nell’ostruzionismo del Consiglio per quanto riguarda l’obbligatorietà della valutazione di impatto ambientale per l’estrazione e l’esplorazione del gas di scisto (shale gas). Tuttavia sono convinto che nel complesso le molte modifiche apportate miglioreranno sensibilmente la direttiva attualmente vigente ormai datata e inadatta a rispondere alle sfide ambientali moderne, così come ritengono le principali associazioni ambientaliste europee. Come relatore del dossier per il Parlamento europeo, l’istituzione che rappresenta i cittadini europei, ho agito nel solo ed esclusivo interesse dei 500 milioni di europei, della loro salute e dell’ambiente in cui vivono».