Porti: via libera delle Regioni a riforma delle autorità e piano strategico

I commenti delle Regioni e del ministro Delrio

[1 aprile 2016]

porto livorno

«Stiamo andando avanti rapidamente e secondo i tempi previsti nella fase attuativa della Riforma della Pubblica Amministrazione e lo stiamo facendo in modo unitario portando il contributo e l’adesione unanime di tutte le Regioni». Il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ha commentato così il parere positivo dato nella Conferenza Unificata al decreto legislativo sulla riorganizzazione e la razionalizzazione della disciplina riguardante le autorità portuali e l’intesa sul Piano Strategico Nazionale della portualità e della logistica. Bonacini ha aggiunto: «Sono soddisfatto anche per la mediazione che abbiamo costruito con le Regioni e con il Governo sulla riforma delle autorità portuali per valutare anche alcune specificità e caratteristiche regionali, senza però rallentarne l’avvio. Si tratta comunque di provvedimenti importanti e mi auguro che con la prossima Conferenza delle Regioni, in programma il 14 aprile, si possa chiudere, con l’approvazione dei due decreti attuativi la fase che concretizza una riforma della Pubblica Amministrazione che il Paese attende da anni».

La Conferenza delle regioni spiega che «Con la riforma della riorganizzazione dei porti si semplifica fortemente il quadro del settore creando 15 autorità di sistema portuale, cui faranno riferimento 54 porti di rilevanza nazionale e a cui potranno rivolgersi le Regioni anche per chiedere l’inserimento di porti di rilevanza regionale. E’ un’operazione di forte razionalizzazione che porta ad una riduzione dei comitati portuali: dagli oltre 360 esistenti oggi, a circa 70. Tutto ciò avverrà anche con il coinvolgimento delle Regioni e degli Enti locali perché alcuni componenti saranno designati dalle autonomie territoriali. Con la riforma le nuove autorità istituiranno anche “tavoli di partenariato della risorsa mare”, con funzioni consultive, a cui parteciperanno stakeholder e associazioni di categoria. Una svolta anche per la semplificazione burocratica con la realizzazione dello sportello unico doganale e l’attivazione di controlli sotto il coordinamento funzionale dell’agenzia delle dogane e l’attivazione di uno sportello amministrativo. Infine la riforma prevede un rilancio della portualità e della logistica attraverso: semplificazione su scavi e dragaggi; miglioramento dei collegamenti ferroviari di ultimo miglio; “ferrobonus” e “marebonus”’ ovvero gli incentivi previsti dall’ultima legge di stabilità per il trasporto merci via ferrovia e via mare».

Le Regioni sono convinte che «Con il piano strategico della portualità e della logistica si rilancia il settore portuale e logistico massimizzando il valore aggiunto che può arrivare proprio dal trasporto marittimo. In linea con la riforma delle autorità portuali si mira a semplificare e snellire l’organizzazione, garantendo maggiore trasparenza e upgranding di servizi, uniformando le condizioni di accesso alle concessioni demaniali, migliorando l’efficienza del lavoro portuale e promuovendo il settore turistico e il potenziamento del settore crocieristico. Il piano prevede una serie di interventi per migliorare i collegamenti marittimi e terrestri, semplificando le manovre ferroviarie e introducendo il fast corridor ferroviario negli scali merci. Si punta poi sull’integrazione del sistema logistico e il coordinamento funzionale con interporti e piattaforme logistiche. Anche nel piano strategico nazionale sono previste azioni per migliorare la qualità dei collegamenti ultimo miglio. Infine: maggiore innovazione secondo le Linee Ue e la strategia del Piano Horizon2020; interventi per minimizzare l’impatto ambientale; certezza delle risorse, mettendo a sistema fondi FESR, Fondo Sviluppo e Coesione, Piano Junker, etc..; condivisione e confronto partenariale; attualizzazione della governance del sistema mare. Si tratta di obiettivi che saranno perseguiti attraverso azioni strategiche da realizzarsi con: modifiche della normativa vigente; regolamenti attuativi; futuri piani attuativi di settore; azioni del documento di programmazione pluriennale; contratti di programma con i concessionari; accordi di rete o programma quadro, protocolli d’intesa etc…. Fondamentale è il capitolo finale del piano relativo alle proposte di governance con cui si individua la migliore dimensione per coniugare efficienza e aumento della competitività con l’esigenza del maggiore raccordo con territori e mercati locali».

Positivo anche il commento del presidente della Regione Toscana, Enruico Rossi, «Io ho scommesso molto sulla portualità in Toscana, condivido la riforma Delrio e apprezzo il modo con cui il ministro si è mosso. Credo sia bene mettere insieme il porto di Piombino e il porto di Livorno, noi abbiamo fatto investimenti enormi come Regione. Solo sul porto di Piombino abbiamo messo 250 milioni, fatto l’escavo fino a 20 metri, costruito nuove banchine e abbiamo visto quanto questo porto, a vocazione prevalentemente industriale, sia diventato attrattivo di industrie e multinazionali che hanno deciso di investire. Sul porto Livorno abbiamo messo altri 200 milioni più altri fondi europei per altri 60-70 milioni e partirà la costruzione della grande darsena Europa, poi è in costruzione il collegamento ferroviario che sarà pronto entro l’anno e abbiamo messo altri 13 mln di euro per il cosiddetto ‘scavalco’, in modo che il porto possa collegarsi via terra al grande retroporto della città di Livorno. Mi dispiace per Carrara dal punto di vista sentimentale, ma è stata una scelta giusta che dovevamo fare nell’interesse di Carrara, prima di tutto, perché il collegamento con La Spezia consente a Carrara che è lì vicino di avere prospettive di crescita enormi. Questo non significa assolutamente abbandonare Carrara, abbiamo un comitato che lavora insieme al ministero dei Trasporti, all’autorità portuale e al sindaco per seguire l’evoluzione di una serie di vicende che interessano quella zona, tra le quali appunto il porto, su cui la Regione Toscana è già impegnata con un finanziamento da 15 milioni»

Rispondendo a una domanda dei giornalisti sulle difficoltà a trovare l’accordo  tra le Regioni sull’ok alla riforma, Rossi ha risposto: «C’è stato qualche problema sulla Campania, per Napoli e Salerno, ma mi sembra che questo equilibrio sia davvero il migliore possibile. In Toscana – ha poi ricordato – abbiamo anche un’autorità regionale, istituita con legge regionale, che si occupa dei porti minori”. E “sottolineo gli investimenti perché non ci sono Regioni che hanno fatto di tasca propria investimenti così importanti sulla portualità come quelli che stiamo facendo in Toscana».

E proprio una nota della Regione Campania sottolinea che «L’intesa è subordinata all’accettazione dell’emendamento approvato e che prevede, su richiesta dei Presidenti delle Regioni, la proroga fino a tre anni della gestione autonoma dell’Autorità Portuale, adeguandola alla riforma in atto. Sarà quindi il Presidente del Consiglio, che nei giorni scorsi ha già affrontato la questione con il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, a valutare l’istanza e a regolare con proprio decreto in termini nuovi l’Autorità portuale. Nel testo dell’emendamento approvato all’unanimità nella parte che riguarda l’autonomia dei porti si legge: “si conferma, in fase transitoria e per un periodo non superiore a 36 mesi dall’entrata in vigore del decreto, l’autonomia amministrativa di Autorità Portuali già costituite ai sensi della legge 184”. Il Presidente De Luca ha annunciato l’invio in tempi brevissimi della richiesta motivata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi».

Il presidente della regione Liguria, Giovanni Toti, non è molto soddisfatto e ha ricordato che «E’ stato detto al governo di procedere purché vengano presi alcuni accorgimenti, una moratoria di 36 mesi possibile su richiesta dei presidenti delle regioni per taluni accorpamenti particolarmente complessi. Un tavolo tecnico sulle infrastrutture sul piano della logistica che deve essere affinato. Di fondo restano tutte le perplessità per una riforma iper centralista e poco propensa alla competitività e alla concorrenza tra autorità portuali. Con queste riserve ritengo che prima si porta a termine la riforma e prima si tolgono i porti dalle mani dei commissari».

Esulta invece la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani: «Siamo soddisfatti del risultato e del modo in cui ci siamo arrivati, attraverso il consenso unanime delle Regioni con il Governo, è positiva l’intesa sul piano nazionale strategico e sul decreto legislativo di riordino delle Autorità portuali, si tratta di un passo avanti importante, di rilancio e di riorganizzazione della nostra portualità dopo decenni. L’atteggiamento pragmatico e propositivo del Governo si è incontrato con un analogo approccio concreto delle Regioni e, al di là di alcune puntualizzazioni, credo che abbiamo saputo fare sistema nell’interesse generale”. “Ora ci saranno i passaggi in commissione ed entro l’estate – ha concluso – dovremmo avere in carica i presidenti delle nuove Autorità di sistema portuale».

Grande soddisfazione da parte del ministro Delrio: «E’ stata raggiuta l’intesa alla Conferenza Stato Regioni sul decreto di riorganizzazione delle autorità portuali che, con altri provvedimenti che riguardano le semplificazioni, costituisce il Piano strategico nazionale della Portualità e della Logistica. Era un passaggio molto importante: siamo convinti che questa riforma dia maggiore competitività ai porti italiani. Abbiamo sempre lasciato spazio di autonomia e di iniziativa, il Paese deve correre, i porti italiani devono correre perché altrimenti perderanno traffici come hanno già perso in questi anni. Devono diventare sempre più competitivi. Basti pensare che Copenhagen e Malmoe hanno dato vita in un’unica autorità portuale,

pur essendo due porti in due Paesi diversi, proprio perché la competitività è a livello globale . Mi ha fatto piacere la posizione delle regioni di grande responsabilità. Noi lasciamo aperture anche con i periodi transitori, però confidiamo che il sistema si muova tutto nella direzione. Autonomia e cooperazione è il motto di questa riforma. Soprattutto mi fa piacere che sia stato condiviso il Piano strategico nazionale della portualità e della logistica, quello da’ un quadro generale dove diventano centrali la digitalizzazione, i fast corridor per le merci, lo sdoganamento in mare per le merci, il collegamento con gli interporti, tutte cose in cui l’Italia è stata finora molto debole. Questa strategia è stata finalmente condivisa, così si sana anche il rilievo della Corte costituzionale. Oggi è una giornata positiva per l’economia italiana e per l’occupazione nei nostri porti perché sono convinto che, così facendo, con un forte coordinamento centrale, autorità di sistema e modernizzazione della portualità, con provvedimenti che abbiamo già attuato come i dragaggi o la digitalizzazione, ci mettiamo in condizioni molto migliori rispetto a mesi fa».

Riguardo al periodo transitorio, così come proposto dalle Regioni, il ministro conclude: «E’ una facoltà che lasciamo aperta per i Presidenti di Regione che lo riterranno opportuno e che potranno presentare motivata richiesta a me in quanto Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. In esito alla valutazione di questa motivata richiesta si potrà proporre un decreto del Presidente del Consiglio. Fa parte del rispetto che abbiamo dell’autonomia, ma spero che tutti comprendano che stare insieme aumenterà le potenzialità del sistema, stare da soli la diminuirà. Questo governo è abituato a correre sulle riforme e a fare le riforme in fretta, mi auguro che nessuno si prenda troppo tempo».