Tasse anche sulle informazioni (ambientali)

[20 aprile 2015]

Un’autorità pubblica può applicare una tassa per la fornitura di informazioni ambientali. L’importo, però non deve eccedere quello che la stessa autorità pubblica ritiene ragionevole, e il concetto di “importo ragionevole” deve essere soggetto a riesame. In ogni caso, l’autorità non può recuperare parte del costo per la manutenzione di una banca dati.

Questa è l’opinione dell’avvocato generale Eleanor Sharpston sulla questione sollevata dal First‑tier Tribunal (Information Rights) del Regno Unito in riferimento alla  decisione dell’East Sussex County Council. La contea inglese ha deciso di applicare una tassa per la fornitura di informazioni relative all’acquisto di un bene immobile (tra cui informazioni su questioni ambientali che possano incidere sul valore di tale bene).  Informazioni richieste per conto di potenziali acquirenti e a scopo di lucro.

L’Unione europea fissa norme per garantire la libertà di accesso alle informazioni relative all’ambiente in possesso delle autorità pubbliche e la diffusione delle medesime. E stabilisce le condizioni fondamentali e le modalità pratiche in base alle quali tali informazioni devono essere rese disponibili. E lo fa attraverso la direttiva del 2003 che recepisce la convenzione di Aarhus.

La direttiva stabilisce il principio secondo il quale l’accesso a tutti i registri o elenchi pubblici dell’informazione ambientale e l’esame in situ di siffatta informazione sono gratuiti. Allo stesso tempo, però, consente alle autorità pubbliche di applicare una tassa per la fornitura dell’informazione ambientale su richiesta, purché tale tassa non superi un importo ragionevole. E richiede agli Stati membri di procedere al riesame, in sede amministrativa e giurisdizionale, delle decisioni delle autorità pubbliche relative all’accesso all’informazione ambientale.

L’espressione “fornitura dell’informazione ambientale”, prevista dal legislatore europeo e contenuta nella direttiva (articolo 5, paragrafo 2) deve essere interpretata nel senso di fornire l’accesso su richiesta trasmettendo tale informazione al richiedente nel formato specificato. In altre parole l’informazione è fornita con modalità che consentono al richiedente di consultarla e di utilizzarla in un luogo e in un momento di sua scelta e quindi indipendentemente dal luogo e dal modo in cui tale informazione è detenuta e resa altrimenti disponibile attraverso altri mezzi di accesso.

Mentre la tassa che non supera un importo ragionevole deve essere intesa come una tassa che viene dettata in base a determinati parametri. Ossia viene fissata in base a fattori obiettivi che sono conosciuti e possono essere controllati da un terzo; viene calcolata indipendentemente dal soggetto che chiede l’informazione e dal fine per cui tale informazione è richiesta; viene fissata a un livello tale da garantire gli obiettivi del diritto di accesso all’informazione ambientale su richiesta e quindi non dissuade le persone dal chiedere l’accesso né limita il loro diritto di accesso; e non è superiore a un importo adeguato al motivo per cui gli Stati membri sono autorizzati ad applicare tale tassa (ossia, la presentazione da parte di un membro del pubblico di una richiesta di fornitura dell’informazione ambientale) e direttamente correlato all’atto di fornire tale informazione.

In particolare, una tassa di “ragionevole importo” deve essere basata sui costi effettivamente sostenuti per il compimento dell’atto di fornire l’informazione ambientale in risposta a una richiesta specifica. Ciò includerà i costi delle ore lavorative del personale impiegate per la ricerca e per la produzione dell’informazione richiesta nonché il costo della produzione di quest’ultima nella forma richiesta (che può essere di vari tipi). Tuttavia, non è ammissibile che tale tassa sia anche finalizzata a recuperare le spese generali quali il riscaldamento, l’elettricità e i servizi interni. Sebbene una parte di tali spese generali possa essere effettivamente attribuita al processo di creazione delle condizioni che consentono all’autorità di dare accesso all’informazione ambientale su richiesta, dette spese (al pari dei costi per il mantenimento e per l’accesso ai registri e agli elenchi dell’informazione ambientale) non sono sostenute unicamente in connessione con la fornitura dell’informazione in risposta a una richiesta specifica.