Triton e i morti in mare

[12 febbraio 2015]

Non è vero che l’operazione Triton nel canale di Sicilia sia inadeguata. La morte di oltre trecento (qualcuno dice quattrocento) fuggitivi, costretti dai trafficanti armati a prendere il mare in condizioni proibitive, è purtroppo perfettamente in linea con gli obiettivi strategici della missione europea: difendere i confini, non le persone, non spingendosi oltre le trenta miglia dalle coste italiane.

La Guardia Costiera ha operato ieri [il 10 febbraio] a cento miglia da Lampedusa, con mare forza otto (onde alte circa nove metri), sfidando i limiti operativi dei mezzi e le capacità di tenuta degli uomini, e salvando quanto più gente ha potuto. Gli equipaggi, eroici, ne stanno soffrendo ancora le conseguenze e il Corpo registra il dolore non solo per le persone che non ha potuto salvare, ma anche per alcune avventate ipotesi, apparse sulla stampa, di soccorsi intempestivi.

Triton ha fatto insomma il proprio mestiere, questo è. E non è vero che siamo tornati a uno stato precedente all’operazione Mare Nostrum: prima, infatti, i trafficanti non stipavano persone, costringendole con le armi, su gommoni improbabili contro un mare che non offre scampo, né vendevano la certezza che appena dietro l’orizzonte ci fossero, pronte ad accorrere, le navi militari italiane.

Mare nostrum, dall’ottobre del 2013 al novembre dell’anno successivo, ha fissato il paletto di un enorme dispiegamento di mezzi, ma ora che quei mezzi sono scomparsi il paletto non c’è più. L’inconsistenza delle attuali missioni Triton e Frontex rispetto alle esigenze del soccorso è apparsa a tutti, ma a molti fino a ieri andava bene nonostante questa strage si stesse preparando, e forse altre ancora.

La nostra Guardia Costiera ha operato efficacemente prima di Mare Nostrum, ha continuato durante Mare Nostrum e dopo, incarnando la propria missione istituzionale e una vocazione che è quella di cui parla oggi Papa Francesco: la solidarietà in mare.

Non capisco, francamente non capisco, come altre figure istituzionali entrino ed escano da questo terribile scenario a seconda delle convenienze. Né comprendo come l’Europa possa progettare di difendere i confini, lasciando morire migliaia di persone.

 

Vittorio Alessandro*

dal Blog Punto Nave

*Già ufficiale del Corpo delle Capitanerie di Porto, attualmente Presidente del Parco Nazionale delle 5 Terre