Ue, lo Sri Lanka rispetta le regole della lotta contro la pesca illegale

[26 aprile 2016]

legge

Lo Sri Lanka ha adottato le misure concrete per la lotta contro la pesca illegale, ha sanato la sua situazione irregolare che ha determinato l’inserimento del paese nell’elenco dei paesi terzi non cooperanti nella lotta contro la pesca illegale: per questo, con decisione di esecuzione il Consiglio Ue propone la modifica del regolamento che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (regolamento Inn, 1005/2008 ).

Il 15 novembre 2012 la Commissione ha notificato a otto paesi terzi (Belize, Regno di Cambogia, Repubblica di Figi, Repubblica di Guinea, Repubblica di Panama, Repubblica democratica socialista di Sri Lanka, Repubblica del Togo e Repubblica di Vanuatu) che stava valutando la possibilità di identificarli come paesi terzi non cooperanti ai sensi del regolamento Inn.

Il 14 ottobre 2014 la Commissione ha identificato la Repubblica democratica socialista di Sri Lanka come paese terzo non cooperante. Quindi l’ha inserita nell’elenco dei paesi terzi non cooperanti.

Ma successivamente lo Sri Lanka ha dimostrato che la situazione che ne ha causato l’inserimento nell’elenco è stata sanata. Ha istituito un sistema di monitoraggio, controllo e ispezione adeguato ed efficiente, che comprende giornali di bordo per la registrazione dei dati di cattura, indicativi di chiamata dei pescherecci e l’installazione, su tutta la flotta d’altura, di dispositivi Vms per il controllo dei pescherecci. Ha predisposto un sistema di sanzioni dissuasivo, riveduto il proprio quadro giuridico in materia di pesca e garantito un’adeguata attuazione del regime di certificazione delle catture. Lo Sri Lanka ha inoltre progressivamente migliorato la sua conformità agli obblighi internazionali, compresi quelli derivanti dalle raccomandazioni e dalle risoluzioni delle organizzazioni regionali di gestione della pesca (Orgp), come le misure di controllo di competenza dello Stato di approdo e il recepimento delle norme delle Orgp nella legislazione nazionale, e ha adottato il proprio piano d’azione nazionale di lotta alla pesca InnN, in linea con il piano d’azione internazionale contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata delle Nazioni Unite.

E’ il regolamento Inn  che stabilisce la procedura concernente l’identificazione dei paesi terzi non cooperanti, i provvedimenti da adottare in relazione a tali paesi, l’elaborazione di un elenco dei paesi non cooperanti, la radiazione dall’elenco dei paesi non cooperanti, la pubblicità dell’elenco dei paesi non cooperanti e le eventuali misure di emergenza.

Del resto la pesca non dichiarata e non regolamentata costituisce una delle più gravi minacce allo sfruttamento sostenibile delle risorse acquatiche viventi e rischia di compromettere il fondamento stesso della politica comune della pesca e degli sforzi profusi a livello internazionale per promuovere una migliore governance degli oceani.

Dunque è essenziale che la Comunità adotti le misure necessarie per assicurare una migliore osservanza la politica comune della pesca. Una politica che ha come obiettivo quello di garantire lo sfruttamento delle risorse acquatiche viventi in condizioni sostenibili dal punto di vista economico, ambientale e sociale.