Ue, nuove specifiche per gli impianti termici ecocompatibili

[21 luglio 2015]

legge

Per ridurre il consumo energetico e le emissioni di ossidi di azoto durante l’uso e per migliorare il funzionamento del mercato interno, la Commissione europea ha elaborato le specifiche per la progettazione ecocompatibile degli apparecchi per il riscaldamento d’ambiente locale. Con apposito regolamento pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di oggi, l’Ue ha stabilito le specifiche di progettazione relative alla commercializzazione e alla messa in servizio degli apparecchi per il riscaldamento d’ambiente locale per uso domestico aventi potenza termica nominale pari o inferiore a 50 kW e degli apparecchi per il riscaldamento d’ambiente locale per uso commerciale aventi potenza termica nominale del prodotto o di un singolo segmento pari o inferiore a 120 kW.

Il regolamento entrerà in vigore al ventesimo giorno dalla pubblicazione sulla Gazzetta, ma le specifiche di progettazione ecocompatibile verranno introdotte gradualmente per consentire ai fabbricanti di rivedere opportunamente la progettazione degli apparecchi per il riscaldamento. Il calendario delle scadenze, infatti, terrà conto dell’impatto sui costi per i consumatori finali e i fabbricanti, in particolare per le piccole e medie imprese, garantendo però al contempo che le prestazioni ambientali dei prodotti migliorino senza inutili ritardi.

Per analizzare gli aspetti tecnici, ambientali ed economici delle unità di ventilazione la Commissione ha realizzato – in collaborazione con le parti in causa, le parti interessate dell’Unione e dei paesi terzi – studi preparatori dai quali è anche risultato che il principale aspetto ambientale è il consumo di energia e le emissioni di ossidi di azoto durante l’uso.

Nell’Unione, il consumo energetico annuo degli apparecchi per il riscaldamento d’ambiente locale è stato stimato a 1 673 PJ (40,0 Mtep) nel 2010, corrispondente a 75,3 Mt di emissioni di CO2. Mentre nel 2020 si stima che potrebbe essere pari 1 630 PJ (39,0 Mtep), corrispondente a 71,6 Mt di emissioni di CO2.

Mentre, le emissioni annue di ossidi di azoto (NOx) sono state stimate a 5,6 kt di ossidi di zolfo (SOx) equivalenti nel 2010. Emissione che potranno essere ridotte in conseguenza dell’adozione delle misure specifiche e dello sviluppo tecnologico. Si prevede, infatti, che nel 2020 tali emissioni saranno pari a 4,9 kt di SOx equivalenti.

Gli studi preparatori dimostrano che è possibile ridurre ulteriormente il consumo energetico applicando assieme le nuove specifiche e le disposizioni relative all’etichettatura energetica degli apparecchi per il riscaldamento d’ambiente locale. Tanto che si potrebbe arrivare nel 2020 a un risparmio energetico annuo di circa 157 PJ (3,8 Mtep), con conseguente riduzione delle emissioni di CO2 di 6,7 Mt. E si potrebbe ottenere una riduzione delle emissioni di SOx equivalenti pari a 0,6 kt/anno

Così con ulteriore regolamento pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea di oggi l’Ue ha stabilito le disposizioni armonizzate in materia di etichettatura e di informazioni uniformi sull’efficienza energetica di tali prodotti. Il tutto per stimolare i fabbricanti a migliorare l’efficienza energetica degli apparecchi, incoraggiare gli utilizzatori finali ad acquistare prodotti più efficienti sotto il profilo energetico e contribuire al funzionamento del mercato interno.