Diversi orsi erano stati segnalati nella zona già ad agosto

Dopo Daniza un orso morto in Abruzzo, probabilmente avvelenato

Legambiente: «Fatto gravissimo. Subito un progetto nazionale per la tutela dell’orso in Italia»

[12 settembre 2014]

A poche ore dalla morte dell’orsa Daniza in Trentino, è stato rinvenuto il corpo di un orso marsicano in Abruzzo, morto probabilmente per avvelenamento. La carcassa di un orso è stata ritrovata nell’area di  Pettorano sul Gizio. I veterinari del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise e i responsabili della Riserva Monte Genzana, hanno fatto un primo esame dell’animale per stabilire le cause del decesso e il direttore del Parco Nazionale, Dario Febbo, ha detto: «Stiamo verificando l’identità dell’animale».

La notte scorsa, poco lontano, nella frazione Valle Larga un grosso orso avrebbe saccheggiato un pollaio ed avuto un incontro ravvicinato con il proprietario delle galline. Da agosto vengono segnalate incursioni notturne di orsi tra Pettorano sul Gizio, Cansano, Campo Di Giove e Pescocostanzo, paesi del Parco Nazionale della Maiella e quindi fuori dal Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise che ha la competenza della gestione di questa particolare razza protetta. Potrebbe trattarsi di un’ora conosciuta come Peppina.

La notizia del ritrovamento dell’orso morto (che non sembra essere Peppina) è pessima perché solo il 3 settembre scorso, in un comunicato congiunto il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, quello della Maiella, la Riserva Naturale Regionale Monte Genzana  Alto Gizio e il Comando Regionale Abruzzo del Corpo Forestale dello Stato avevano annunciato: «Da qualche tempo rileviamo una presenza di orsi nell’area di connessione tra Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise e Parco Nazionale della Maiella, che insiste sul territorio della Riserva Naturale regionale Monte Genzana Alto Gizio e zone limitrofe. La frequentazione di questa parte di territorio non è un fenomeno recente, anche nel passato ci sono stati costantemente avvistamenti di orsi provenienti  dal Parco d’Abruzzo.  Negli ultimi tempi la presenza appare più stabile e più ampia, così come dimostrano i numerosi avvistamenti  nei pressi dei comuni di Pettorano Sul Gizio, Rocca  Pia, Cansano, Campo di Giove, Pescocostanzo, Roccaraso-Pietransieri etc.».

Secondo Cfs e Parchi «Una presenza più stabile degli orsi in questa parte di territorio è sicuramente un fatto estremamente positivo che ci fa prefigurare la possibilità di considerare più ampio l’areale frequentato dall’orso stabilmente –  attualmente ristretto al solo territorio del Parco d’Abruzzo Lazio e Molise e della sua zona di protezione esterna –  che è uno degli elementi fondamentali per il successo delle politiche di conservazione dell’Orso bruno marsicano», si vede che la cosa non piace per nulla a qualcuno

Antonio Nicoletti, responsabile aree protette e biodiversità di Legambiente, sottolinea che «Non si tratta di una terribile coincidenza E’ evidente che la mancanza di una politica strategica per la tutela di questi animali abbia contribuito ad esacerbare situazioni delicate che andrebbero gestite con particolare attenzione e competenza. Chiediamo ora al governo di mettere in piedi senza ulteriori indugi una unità di missione, d’intesa con le Regioni e le Provincie autonome, per tutelare questi esemplari che rappresentano, oltretutto, una parte importantissima del nostro patrimonio di biodiversità. È inaccettabile quanto sta accadendo. E’ ora di affrontare la questione della convivenza tra i grandi carnivori e l’uomo con strumenti adeguati, impegnando professionalità e investimenti necessari a modificare concretamente l’attuale situazione di approssimazione e dilettantismo».

Legambiente ribadisce la necessità di «Mettere in campo un progetto nazionale strategico per la tutela dell’orso sul territorio italiano, che preveda finalmente l’impiego di personale competente e di adeguate risorse finanziarie fino ad oggi sempre negate».

Ai cittadini spaventati dalla presenza degli orsi e dalle razzie nei pollai gli enti parco, che chiedevano interventi immediati,  i Parchi e il Cfs, ricordavano  che « Gran parte del Piano di azione per la tutela dell’Orso bruno marsicano, infatti, è fondato su due assi strategici: diminuzione della mortalità e ampliamento dell’areale di presenza stabile del plantigrado. Dunque una maggiore presenza dell’Orso nell’area di connessione tra Parco d’Abruzzo e Parco della Maiella è una buona notizia che fa ben sperare nella possibilità di avere in futuro una popolazione stabile di orsi anche sul Parco della Maiella. Tuttavia, non ci sfugge che gestire questa fase di “passaggio” presenta sicuramente problemi e criticità che devono essere affrontati, a cominciare dai danni provocati agli allevamenti e alle colture e dalla frequentazione dei centri abitati da parte degli orsi. Vorremmo rassicurare i cittadini che gli Enti Parco d’Abruzzo Lazio e Molise e della Maiella, la Riserva Monte Genzana Alto Gizio e il Comando regionale del Corpo forestale dello Stato sono impegnati, per quanto di competenza e in collaborazione tra loro,  ad affrontare e gestire al meglio la situazione.  Per qualsiasi informazione, segnalazione o altra necessità legate alla presenza del plantigrado ci si può rivolgere agli Enti Parco alla Riserva regionale e al numero di emergenza gratuito 1515 del Corpo Forestale dello Stato attivo 24 ore su 24».