E’ la nave dei veleni Sestri Star quella approdata stamattina ad Augusta, in Sicilia?

Il portacontainer salpato da La Spezia sarebbe diretto in Libia, a Misurata

[7 marzo 2014]

Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente, interviene oggi sulla notizia di una misteriosa nave che, proveniente da La Spezia, sarebbe approdata stamane nel porto di Augusta per rifornimento di bunker e che, secondo le informazioni reperibili sul sito marinetraffic.com,  è ripartita nel pomeriggio diretta a Misurata in Libia: un luogo noto per i traffici nucleari e chimici di Muammar Gheddafi ai bei tempi dell’amicizia con Silvio Berlusconi, Vladimnir Putin e Nicolas Sarkozy.

Il dubbio ad Augusta è infatti che la Sestri Star (che batte bandiera di Malta), comparsa questa mattina nel porto siciliano, sia proprio la cosiddetta “nave dei veleni” partita da un molo dell’area militare di La Spezia lunedì notte con un carico di materiale radioattivo e scortata da una nave militare, e giunta ora in Sicilia senza alcun tipo di scorta o sistema di allerta per garantire la sicurezza dei cittadini siciliani.

Zampetti sottolinea: «Movimentare sostanze altamente pericolose senza avvertire la popolazione e diffondere piani d’emergenza non ci sembra il modo migliore per aumentare la fiducia dei cittadini nei confronti delle autorità. Se i protocolli per la sicurezza prevedono la possibilità di non diffondere le notizie relative a operazioni rischiose, ci sembra assurdo che non siano messi in campo almeno particolari sistemi di messa in sicurezza e protezione civile. La mancanza di informazioni crea diffidenza e paura. Se una attività è lecita non si capisce perché non possa essere condotta con trasparenza o almeno con idonea e evidente attenzione alla sicurezza».

Per questo, Legambiente chiede a tutte le autorità militari e civili di «fare chiarezza sulla “nave misteriosa”. Sulla merce trasportata, sul suo percorso e sulla destinazione finale, con particolare sollecitudine rispetto ai piani di sicurezza da attivare ad Augusta e in tutti i porti interessati dalle operazioni di carico e scarico di merci pericolose».