Nel 2013 era arrivato il 20 agosto: abbiamo perso altre 24 ore

È l’Earth overshoot day: da oggi siamo in debito con la Terra [VIDEO]

Appena 8 mesi sono bastati per esaurire il budget di natura di 1 anno intero

[19 agosto 2014]

Come ogni anno, da molto tempo a questa parte, la lancetta del debito ecologico è tornata a scoccare ben prima che tutti i 365 giorni siano passati: oggi è l’Earth overshoot day per il 2014, e questo significa che abbiamo consumato in neanche 8 mesi il budget di natura che avrebbe dovuto bastarci per un anno intero. Ovvero, dalla mezzanotte di oggi al 31 dicembre la nostra economia sopravvivrà soltanto in deficit ecologico, consumando capitale naturale e non più reddito. In definitiva tagliando, secondo la nota metafora, il ramo sul quale siamo seduti.

A segnalare questo allarmante ingresso nei conti in rosso del pianeta, come ogni anno arriva il Global footprint network, inanellando i numeri di questo nuovo Earth overshoot day. Proprio come un estratto conto bancario, che tiene conto sia dei nostri redditi che delle nostre spese, il Global footprint network misura la domanda dell’umanità e l’offerta di risorse naturali e dei servizi ecologici che il Pianeta (le cui risorse sono finite, a fronte di un’economia in continua – benché calante – crescita) può offrire.

L’individuazione dell’Earth overshoot day si basa sul dato noto come impronta ecologica: un indice statistico di “spazio ambientale” utilizzato per misurare la richiesta umana nei confronti della natura che mette in relazione il consumo umano di risorse naturali con la capacità della Terra di rigenerarle (e di assorbirne gli scarti, gas serra o rifiuti che siano). Si tratta di un indice strutturalmente complesso, sviluppato attraverso inevitabili semplificazioni e che non ha (ancora) l’ambizione di essere esaustivo, ma che risulta comunque molto utile. È in grado di mostrarci, ad esempio, che in appena 2/3 dell’anno la presenza umana sulla Terra richiede più risorse rinnovabili e un sequestro di C02 maggiore di quello che il pianeta può fornire per un anno intero.

Un dato di fatto denso di implicazioni. La natura non fa sconti, e qui nessun pasto è gratis. Andare in debito col Pianeta comporta dolorose conseguenze, già nell’immediato e non in un lontano futuro. Superando la biocapacità naturale paghiamo salati interessi sottoforma di «deforestazione, scarsità d’acqua, erosione dei suoli, perdita di biodiversità e aumento di C02 nell’atmosfera», con costi economici e umani crescenti.

Ogni anno, l’Earth overshoot day che ci auto imponiamo arriva un po’ prima. Nel 2014 il 19 agosto, nel 2013 il 20. Abbiamo perso altre 24 ore. Ma se pensiamo che nel 1961 l’umanità utilizzava “appena” i ¾ della biocapacità terrestre è impressionante osservare quanto sia stata veloce la nostra corsa verso i limiti planetari. A partire dagli anni ’70 la crescita economica e demografica ha spinto la nostra impronta ecologica a superare la biocapacità della Terra, col risultato che – secondo i calcoli del Global Footprint Network – oggi la nostra domanda di risorse ecologiche rinnovabili e dei servizi che questi forniscono è equivalente a quella di oltre 1,5 Terre». Continuando su questa strada, i dati ci mostrano che prima del 2050 la richiesta aumenterà fino a 2 pianeta Terra.

Si tratta ovviamente una metafora. Il Pianeta non ha la capacità di duplicarsi, le sue risorse – anche rinnovabili – si stanno semplicemente esaurendo. Non abbiamo un altro pianeta a disposizione, e per continuare a prosperare l’umanità ha una sola opzione: adeguare in modo inclusivo il ritmo della propria economia ai limiti della natura e a quelli dell’innovazione tecnologica sostenibile, che non permette di superare i primi ma – al contrario – di saperli utilizzare al meglio.

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  • What is Ecological Overshoot?