Ebola, scontri e quarantena. Sul terreno ora in azione dei robot

L’esercito liberiano spara su chi tenta di passare il confine

[21 agosto 2014]

Alle forze armate della Liberia è stato ordinato di aprire il fuoco su chiunque tenti di attraversare illegalmente il confine con la  Sierra Leone, chiuso per cercare di contenere la diffusione di Ebola. Il vice-capo di Stato maggiore della Liberia, il colonnello Eric Dennis, ha detto che «I soldati di stanza al confine con la Sierra Leone possono sparare senza preavviso a chiunque tenti di attraversare il confine». La drastica decisione è stata presa dopo che le guardie frontaliere hanno segnalato che molte persone continuano ad attraversare illegalmente la frontiera che la Liberia ha chiuso nel tentativo di contenere l’epidemia di Ebola.

Ma i problemi sono fin dentro Monrovia, la capitale della Liberia. Il ministro della difesa,  Brownie Samukai, ha ordinato all’esercito  di far rispettare la quarantena per Ebola  nella baraccopoli di West Point  ma  di non sparare direttamente ai residenti.

Una folla costituita in gran parte da giovani ha attaccato i soldati che erano stati inviati a salvare il commissario femminile di West Point, Aisha Flowers, che era tenuta in ostaggio.  Samukai ha d assicurato che  i soldati hanno sparato in aria per disperdere i manifestanti e che i tre feriti degli scontri non sono dovuti all’uso di armi da fuoco, ma perché hanno cercato di passare da una barricata di filo spinato.

Ma Vandalark Patricks, direttore nazionale di Liberia Campaigners for Change, un’organizzazione che difende  i diritti umani, ha detto che i soldati hanno sparato ad altezza d’uomo  sui manifestanti: «Un ragazzo di 15 annui, Sylvester Kromah, è stato colpito alla gamba da parte dell’esercito liberiano, l’AFL (Armed Forces of Liberia). Quando è andato a salvarlo anche uno dei suoi familiari ha anche ricevuto una pallottola, la gamba gli è stata rotta dai dai soldati dell’AFL». Secondo il ministro Samukai ha detto che uno dei tre feriti si è fratturato una gamba durante il tentativo di violare la linea di sicurezza ed ha aggiunto che «Il governo non ha alcuna intenzione di aumentare il disagio del popolo. Il coprifuoco e lo stato di emergenza sono stati instaurati per ridurre al minimo il contatto da essere umano ad umano, rompendo così la catena di trasmissione del virus Ebola. La questione principale è che c’è una epidemia mortale del virus Ebola in una comunità molto congestionata. Dobbiamo trovare il modo per ridurre la diffusione del virus. E il modo per interrompere la diffusione del virus è quello di assicurarsi che siamo messi in grado di identificare coloro che hanno la malattia e, allo stesso tempo, identificare coloro che hanno bisogno di assistenza»

Ma Patricks ribatte che «La quarantena per Ebola, il coprifuoco e lo stato di emergenza hanno privato il popolo di West Point del suo sostentamento». La situazione in una baraccopoli che vive di espedienti sta diventando esplosiva e Samukai ha detto che «Il governo ha adottato misure per assicurarsi che il cibo sia isponibile per le persone più vulnerabili di West Point. Quello che il governo intende fare è trovare un meccanismo attraverso la leadership del marketing, per fornire un qualche tipo di sussidio per ridurre l’aumento del prezzo del riso che sta avvenendo i questo momento. E poi, a quelli che verranno  identificati come persone vulnerabili nel settore sanitario sarà dato cibo gratis».

Secondo lui la Flowers  è stata presa in ostaggio perché gli abitanti di West Point non erano d’accordo con la decisione del governo evacuarla, «Dopo tutto, anche lei è un residente della zona ed anche interessata  dalla quarantena. Quando è stato imposto il coprifuoco il commissario  era a West Point  ed il mandato era che a tutti coloro che risiedono a West Point non è consentito di lasciare West Point e che a nessuno sarebbe stato permesso di andarsene da West Point. Il commissario, residente di quella comunità, ha deciso di lasciarla con l’aiuto di alcuni alti papaveri per andare in un’altra z

Intanto è annunciato l’arrivo in Liberia di due robot TRU-D statunitensi in grado di disinfettare rapidamente con raggi UV-C  ambienti contaminati da Ebola come i reparti ospedalieri. Jeffery Deal, direttore della Water Missions International di North Charleston e sviluppatore dei TRU-D, spiega che «Per affrontare l’emergenza Ebola in Africa, i due robot sono stati settati per sparare una determinata intensità di luce capace di polverizzare ogni traccia di virus Ebola. La loro azione decontaminante in ospedali e ambienti in cui sono state persone infettate dal virus è importante, anche solo considerando che attualmente il 10-15% delle vittime dell’ebola sono state proprio operatori sanitari in prima linea nella lotta al virus fuori controllo in Africa».

Tre operatori sanitari liberiani hanno ricevuto il medicamento sperimentale Zmapp e stanno meglio, ma in Nigeria è morta la dottoressa Ameyo Stella Adadevoh, che aveva curato il primo caso di Ebola nel più popoloso Paese africano.

Il Programma alimentare mondiale dell’Onu collabora con l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms per distribuire viveri a circa un milione di persone nelle zone colpite dall’epidemia di Ebola.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, che segnala un miglioramento della situazione in Nigeria e Guinea,  Ebola nell’Africa occidentale è costata la vita ad altre 84 persone, portando le vittime a 1.229, mentre il numero dei casi confermati è di 2.240, dei quali 113 nuovi casi dichiarati la settimana scorsa. E la maggioranza dei nuovi decessi è stata segnalata proprio nella piccola Liberia, dove il governo sembra aver perso completamente il controllo della situazione e crede di risolverla sparando addosso alla gente e rinchiudendola nei ghetti di Monrovia da dove escono uomini armati che si danno a saccheggi

Quello che si vive in Liberia e negli altri Paesi colpiti da Ebola è un misto di ricerca scientifica e superstizione, eroismo umanitario e violenza insensata, sospetto e altruismo fino al sacrificio. E’ come se Ebola avesse scatenato il peggio ed il meglio degli esseri umani e così il Camerun che è nel pieno di una devastante epidemia di colera che rischia di fare molte vittime, chiude le frontiere con la Nigeria per paura di Ebola.