Alla presentazione del libro “Alla scoperta della Green society” presente anche la Presidente Laura Boldrini

101 storie di green society presentate alla Camera dei Deputati

Legambiente: La politica, non sia miope, guardi e incoraggi questo fermento che fa bene al Paese

[12 dicembre 2017]

C’è una società fresca, innovatrice, verde e socialmente impegnata che nasce del basso, che si sta diffondendo lentamente ma con caparbietà in tutta la Penisola e che ha per protagonisti tanti cittadini, amministrazioni, aziende e associazioni che credono nel cambiamento e nella sostenibilità ambientale dando vita ad iniziative e attività concrete che sanno di amore per il territorio, per il bene comune ma anche di coesione e sostenibilità sociale. E’ la Green society, poco conosciuta dai decisori politici e dai media ma ben consolidata lungo tutto la Penisola, che Legambiente ha voluto raccontare attraverso le 101 storie di cambiamento nel libro “Alla scoperta della Green society”, a cura di Vittorio Cogliati Dezza ed edito da Edizioni Ambiente.

Il volume è stato presentato oggi pomeriggio alla Camera dei Deputati, sala Nilde Iotti, alla presenza della Presidente Laura Boldrini. L’incontro, presieduto dalla presidente di Legambiente Rossella Muroni, oltre all’autore del volume, ha visto la partecipazione anche di Ermete Realacci, presidente della Commissione ambiente della Camera, e soprattutto di molti  protagonisti delle 101 storie: dai residenti del condominio green di via San Gregorio a Milano alla filiera del pane in Friuli, dai chi sta seguendo il progetto del Grab di Roma al comitato parco Giovannipoli di Roma nato per strappare allo stato di abbandono il Parco delle catacombe di Commodilla, solo per citarne alcuni. E in questa occasione,Legambiente ha lanciato un chiaro messaggio alla classe dirigente politica, troppo spesso miope e poco attenta al grande fermento della società green dove l’impegno ambientale e sociale si intrecciano con l’obiettivo di produrre cambiamento in una nuova dimensione comunitaria, per ribadire l’importanza di guardare e conoscere queste esperienze e trovare il modo per replicarle su tutto il territorio nazionale.  

«L’Italia della Green society – ha dichiarato Rossella Muroni – ci lascia ben sperare sulla resilienza degli italiani e sulla loro disponibilità al cambiamento. Oggi i cittadini alla delega politica preferiscono la pratica civica come nuova forma di rivolta sociale e strumento diretto per dare risposte ai tanti problemi che contraddistinguono la nostra Penisola. Le 101 storie raccolte in questo libro dimostrano, infatti, quanto l’ambiente non sia più un limite allo sviluppo ma il prerequisito per uno sviluppo durevole e più felice per tutti. Quello che chiediamo ai decisori politici è di aprire gli occhi, di guardare e conoscere davvero queste esperienze che partono dal basso e che provano a dare risposte alla crisi ambientale, all’aumento delle povertà e delle disuguaglianze e a quel bisogno di socialità che oggi si ricerca».

Lotta al consumo di suolo, bellezza, cibo, mobilità, orti sociali, turismo, volontariato sono alcuni dei settori esplorati dal volume che offre un viaggio in quell’Italia che crede nel cambiamento, che si dà fare, disponibile a muoversi, produrre, spostarsi, consumare in maniera più equa, sostenibile, giusta. Ad orientarsi e ritracciare il filo della comprensione delle novità messe in campo da tante pratiche ambientali e sociali, contribuiscono quattro donne (Rossella Muroni, Isabella Conti, Sindaco di S. Lazzaro di Savena, Chiara Certomà, ricercatrice e Daniela Ducato, imprenditrice), protagoniste di questa società che cambia, che si confrontano in un’intervista collettiva – inserita all’interno del libro – sull’innovazione sociale in atto. Inoltre il volume ospita 12 interventi di personalità del mondo della cultura, della ricerca, dell’ambientalismo, della politica e dell’impresa sociale che propongono chiavi di lettura e approfondimenti sugli aspetti più significativi di questa società che cambia.

Tornando alle storie di green society, tra le tante esperienze raccontante nel libro c’è ad esempio quella dello ZAC! – zone attive di cittadinanza a Ivrea, dove una rete di associazioni a riempito di attività e idee una struttura accanto alla stazione ferroviaria da tempo abbandonata e recuperata dal comune, producendo cultura, aggregazione e lavoro. C’è poi quella del Condominio Green di via S. Gregorio 49 a Milano, in zona centrale, dove vivono 47 famiglie, circa 120 persone, soprattutto anziani, pochi bambini e tanti animali. Un condominio protagonista di una bella storia di sharing economy, iniziata nel 2012 attraverso un percorso di sostenibilità fatto di spazi condivisi, migliorie tecnologiche e momenti di convivialità e festa. Spazio poi alle esperienze urbane: dalla riscoperta della bicicletta come mezzo di mobilità dolce, all’auto in condivisione invece che quella di proprietà, dai gruppi di acquisto agroalimentari che prediligono le produzioni a km 0, a quelli per l’installazione di pannelli per la produzione di energia dal sole. Parlando di mobilità urbana e di progetti che vanno in questa direzione, c’è anche il Grab di Roma, progetto partecipato di un anello ciclopedonale capitolino di 45 chilometri finanziato dalle legge di stabilità 2016: realizzato con gli adeguati standard qualitativi – sicurezza, accessibilità, continuità, pedonalizzazione della passeggiata archeologica Colosseo-Appia Antica – vedrebbe pedalare ogni anno oltre due milioni di persone portando alla Capitale un vantaggio economico di 50 milioni di euro l’anno. Altro tema la rigenerazione urbana, come ben racconta l’esperienza di Muvt, “muoviti”, a Tufara in Molise, un’associazione fondata da quattro ragazzi, che è riuscita a coinvolgere la popolazione in iniziative di riqualificazione degli spazi pubblici abbandonati.

Tra le altre esperienze che partano dal basso, c’è quella del comitato parco Giovannipoli di Roma nato nel marzo 2013 dall’incontro di sei cittadini del quartiere Garbatella, con l’obiettivo di strappare allo stato di abbandono il Parco delle catacombe di Commodilla. Oltre alle opere di manutenzione, il comitato svolge attività di sensibilizzazione verso cittadini, adulti e bambini. In Friuli Venezia Giulia, ha preso il via invece dal 2012 il cosiddetto “Patto della farina” che interessa i comuni del medio Friuli e i distretti di economia solidale di Gorizia e di Udine, per migliorare e garantire la filiera del pane. Agricoltori, mugnaio, panificatori, venditori, consumatori costituiscono una filiera autogestita garantita e partecipano attivamente al progetto. Una bella esperienza, che unisce economia circolare e innovazione e che si aggiunge alle 101 storie della green economy, arriva anche dalla cooperativa sociale Felici da Matti di Roccella Jonica (RC) che riciclando olio vegetale esausto, produce un sapone solido e una linea di detergenti per la casa aromatizzati con oli essenziali biologici di bergamotto, limone, citronella ed eucalipto.

«La green society – conclude Cogliati Dezza autore del libro e membro della segreteria nazionale di Legambiente – non è un modello ideologico di comportamenti e stili di vita, ma è un processo in corso, consistente e in evoluzione irreversibile. Le storie e contributi raccolti in questo libro partono da osservatori e punti di vista diversi, e convergono su un unico tavolo: la costruzione di una società nuova, vissuta in diretta, una società orizzontale che spesso ha l’ambiente al centro del proprio orizzonte, se non ce l’ha nel core business e negli obiettivi dichiarati, ce l’ha come atteggiamento filosofico o etico. Una società orizzontale che sfida anche l’ambientalismo a capire il cambiamento in atto e a favorirlo, per rinforzare quell’insieme di comportamenti individuali e collettivi, che producono innovazione sociale ispirata a pratiche e valori amici degli uomini e dell’ambiente, a cui possiamo dare il nome di green society».