Disinvestimento dai combustibili fossili di 40 istituzioni cattoliche

The global catholic climate movment: ci sono anche Assisi e una banca tedesca

[9 ottobre 2017]

La scorsa settimana, The global catholic climate movment, una coalizione di più di 400 istituzioni cattoliche  ha annunciato un nuovo massiccio  «disinvestimento dai combustibili fossili» e sottolinea che «Con 40 organizzazioni, si tratta del più ampio annuncio congiunto di disinvestimento da parte di organizzazioni di ispirazione religiosa. Le istituzioni provengono dai 5 continenti e rappresentano realtà diverse: dagli istituti religiosi alle istituzioni finanziare, fino alle alte gerarchie della Chiesa. La decisione di rimuovere il proprio sostegno finanziario ai combustibili fossili è basata sia sul valore condiviso della cura della casa comune che sulla prospettiva finanziaria di preparare le basi per un’economia a impatto zero di carbonio ».

Il Focsiv, l’ONG cattolica molto attiva su questo fronte, spieg che «Il disinvestimento rappresenta l’azione contraria all’investimento: significa liberarsi da quelle azioni, obbligazioni o fondi di investimento legati a determinati gruppi aziendali ed imprese al fine di togliere loro il proprio sostegno economico. Disinvestire dalle fonti fossili significa quindi ritirare i propri investimenti da quei soggetti che operano nel settore dell’estrazione e della commercializzazione dei carburanti fossili, il cui utilizzo rappresenta una delle cause principali dei cambiamenti climatici di origine antropica».

Il Movimento Cattolico Mondiale per il Clima, una comunità di centinaia di migliaia di individui cattolici ed una rete globale di organizzazioni che intendono rispondere alla chiamata all’azione di Papa Francesco nell’Enciclica Laudato Si’  sottoline che «Ad Assisi, città di San Francesco e luogo sacro profondamente significativo per gli 1.2 miliardi di cattolici in tutto il mondo luogo e meta di numerosi pellegrinaggi ogni anno, tre istituzioni cattoliche ed il Comune hanno deciso di disinvestire. Il gruppo cattolico include il Sacro Convento, complesso monasteriale e luogo sacro che ospita la Tomba di San Francesco, Santo da cui Papa Francesco ha preso ispirazione tanto per il nome quanto per la Laudato Si’. Il Sacro Convento è considerato la casa spirituale dei fratelli francescani nel mondo. Ad Assisi, insieme al Sacro Convento, presenti nell’annuncio di disinvestimento anche la Diocesi umbra di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e l’Istituto Serafico per sordomuti e per ciechi, un ente ecclesiastico senza scopo di lucro che fornisce assistenza ai bambini disabili. In maniera complementare, anche il Comune di Assisi ha annunciato il proprio disinvestimento dai combustibili fossili».

Seguendo l’esempio della città di San Francesco,  in tutto il mondo diverse realtà cattoliche hanno deciso di abbandonare l’investimento in combustibili fossili: In Sudafrica, l’Arcidiocesi cattolica di Città del Capo ha investito in fondi sociali ed etici. La Conferenza Episcopale del Belgio, braccio operativo della Chiesa Cattolica in Belgio, è la prima conferenza episcopale al mondo che si unisce all’annuncio di disinvestimento. Ai vescovi in Belgio si unisce il Vicariato di Brabant en Mechelen.  Realtà spirituali ale quali si aggiungono  realtà operanti nel settore finanziario: la Banca per la Chiesa e la Caritas della Germania, che ha un bilancio di 4,5 miliardi di euro, è stata una delle prime banche cattoliche al mondo a disinvestire da carbone e  sabbie e scisti bituminosi perché  lo considera «moralmente imperativo e fiscalmente responsabile». La pensa così sul disinvestimento anche Oikocredit Belgium, un’istituzione finanziaria ecumenica e uno dei maggiori enti di finanziamento privato per la microfinanza. Ad Oikocredit si sono unite  altre 12 istituzioni belghe.

The global catholic climate movment  evidenzia che «Le realtà sopra citate sono tra le 40 che hanno disinvestito in totale. L’impegno comune di 40 istituzioni religiose più che quadruplica le dimensioni dell’annuncio congiunto cattolico pubblicato nel mese di maggio, quando nove organizzazioni cattoliche hanno comunicato la propria scelta di disinvestimento. Fino ad oggi, circa 5 trilioni di dollari sono stati tolti dai combustibili fossili. Questo importante annuncio di disinvestimento avviene nell’ambito del Tempo del Creato”, il mese di celebrazioni dedicato alla preghiera ed azione per il Creato, condivisa da una vasta comunità ecumenica».

AL Focsiv ricordano che «Papa Francesco è stato molto chiaro affermando che “Sappiamo che la tecnologia basata sui combustibili fossili deve essere sostituita progressivamente e senza indugio” (LS 165) ed i Vescovi Cattolici da tutti i continenti hanno fatto eco chiedendo di “porre fine all’era dei combustibili fossili… fornendo a tutti l’accesso affidabile e sicuro alle energie rinnovabili” (Dichiarazione dei Vescovi per COP 21). Molti fedeli cattolici stanno già rispondendo in modo lodevole al messaggio della Laudato Si’ limitando i propri consumi e utilizzando tecnologie energetiche rinnovabili. Tuttavia, senza una prudente attenzione verso il modo in cui il denaro viene investito, c’è una forte possibilità di supportare involontariamente delle pratiche insostenibili che stanno distruggendo il nostro pianeta ed aumentando povertà e disuguaglianze sociali. Disinvestire dai combustibili fossili significa mettere in pratica la Laudato Si’ ed “ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri”, significa assumere un ruolo profetico e prendersi cura della nostra casa comune e dei nostri fratelli e sorelle che stanno soffrendo i peggiori impatti del cambiamento climatico».

Focsiv e The global catholic climate movment  hanno chiesto  alle istituzioni cattoliche di «disinvestire dalle compagnie di combustibili fossili iniziando un processo da concludere in 5 anni disinvestendo da proprietà dirette e ogni altro fondo indiretto che possa includere azioni quotate e obbligazioni di società di combustibili fossili. 200 società quotate in borsa detengono la maggioranza delle riserve di carbone, petrolio e gas: queste sono le società da cui chiediamo di disinvestire. Le istituzioni cattoliche sono invitate a rendere pubblica la propria decisione di disinvestimento assumendo così un ruolo profetico in relazione al dominio dei combustibili fossili nell’economia globale. Esse sono incoraggiate a comunicare il proprio impegno in annunci congiunti in date chiave, per aumentare la visibilità della causa».