4Power, nove Paesi insieme per sviluppare l’eolico off-shore in Europa

[12 novembre 2013]

Dalla Provincia di Groningen (NL) al Dundee College Industries Institute (UK); dal Rostock Business and Technology Development GmbH (DE) al German Off Shore y Foundation (DE), passando per un istituto delle Azzorre, Malta, Corfù, una Associazione della Lituania e l’Istituto Marittimo di Gdansk (PL), tanti sono i partner, tra cui la Provincia di Rimini, che partecipano al progetto europeo 4POWER, per creare una piattaforma comune sulle attuali e future sfide per lo sviluppo dell’eolico off-shore .

Mentre il progresso tecnologico nelle applicazioni dell’eolico off-shore è, infatti, ritenuto notevole nel settore, il livello di conoscenza e di politica efficace nei governi locali e regionali d’Europa è ancora frammentaria.

Ci sono regioni leader nell’utilizzo di eolico in mare, e regioni con ambizioni simili, ma senza un adeguato livello di esperienza e di conoscenza per implementare il suo sviluppo nel breve termine. Il progetto 4POWER nasce dunque per stimolare lo scambio di conoscenze tra le regioni leader (Rostock, Dundee, Emden), le realtà meno avanzate (Groningen, Rimini) e quelle ancora in fase di orientamento (Azzorre, Malta, Corfù, Lettonia) per creare una comprensione comune sulle attuali e future sfide regionali nello sviluppo dell’eolico off-shore. All’interno del progetto, la tedesca Offshore Wind Energy Foundation si propone, inoltre, di favorire la collaborazione tra le regioni partecipanti, attraverso la sua vasta esperienza nel settore e la rete ben sviluppata di relazioni.

Gli undici partner di 4POWER lavorano congiuntamente su due temi: la creazione di un quadro efficace di politica regionale e la promozione di un clima favorevole all’innovazione e alla realizzazione di business finalizzati allo sviluppo dell’eolico off-shore.

L’incontro tra le partner del progetto, che si è svolto a Rimini in occasione di Ecomondo, è stata l’occasione per fare il punto sullo sviluppo dell’eolico off shore in Europa, dove sono già centinaia le turbine istallate che producono quote significative di energia rinnovabile, a costi contenuti e con evidenti vantaggi ambientali.

L’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) ha calcolato che esiste la fattibilità economica per giungere all’obiettivo di generare con l’eolico off-shore il 60-70% della domanda totale di elettricità dell’UE entro il 2020.

In questo percorso è fondamentale il ruolo delle Regioni sia per ragioni pratiche –i cavi elettrici devono passare nelle regioni costiere– sia per il ruolo politico e strategico che possono giocare anche nello stimolo delle reti aziendali.

In Italia non è presente alcun parco eolico offshore, ma non per carenza di vento, quanto per problemi di tipo politico-amministrativo che hanno rallentato l’iter di approvazione dei progetti presentati.

In occasione del meeting che si è svolto ad Ecomondo, la Provincia di Rimini ha sottolineato l’esigenza di una maggiore chiarezza sui tempi e sulle procedure, elementi che troppo spesso frenano gli investimenti delle imprese interessate. La Provincia ha, inoltre, presentato gli ultimi dati della misurazione del vento raccolti attraverso l’impianto anemometrico (Lidar) posizionato sulla Piattaforma metanifera dell’ENI Azalea B, di fronte la costa di Rimini.

Il vento, anche in Adriatico ci sarebbe e la campagna anemometrica effettuata grazie all’impianto, evidenzia l’esistenza di un vento che soffia a una velocità media, nell’arco di un anno, di 6 metri/secondo. Una forza di vento in grado di far ipotizzare la possibilità di sviluppare impianti eolici in mare; adesso dovrà essere redatto uno studio di fattibilità economico finanziario e verificare costi e ricavi per l’installazione di un impianto eolico off-shore in Adriatico da 40 MW di potenza.
Attraverso l’Assessore al turismo, Maurizio Melucci, la Regione Emilia Romagna ha incoraggiato la Provincia di Rimini a proseguire nel percorso intrapreso, anche in considerazione del fatto che sulla terra ferma l’impatto delle pale risulterebbe più difficile da gestire e che date le caratteristiche energivore della regione è sempre più necessario il ricorso alle fonti rinnovabili per produrre energia.