«Il governo si è assunto l'impegno di convocare in maniera ultimativa Rebrab»

Aferpi, a partire è la mobilitazione. E le bonifiche?

Sindacati: «I firmatari dell’accordo di programma per Piombino rispettino gli impegni»

[24 gennaio 2017]

Ancora una volta, la riunione tenutasi ieri al ministero dello Sviluppo economico per fare il punto sulla vicenda Aferpi è servita per fare i conti senza l’oste: presenti al tavolo le organizzazioni sindacali (Fim, Fiom, Uilm), il governo nelle vesti del ministro Calenda e del viceministro Bellanova, il presidente della Regione Rossi, il sindaco di Piombino Giuliani e il commissario straordinario Nardi. Come atteso il grande assente rimane l’imprenditore algerino Issad Rebrab, dal quale si attendono ancora impegni certi sul piano industriale – dettagliato nei finanziamenti e nei tempi – per il progetto siderurgico, agroindustriale e logistico sul quale dovrebbero rialzarsi Piombino e l’intera Val di Cornia.

La pazienza da parte istituzionale sembra agli sgoccioli. Bocche cucite al termine della riunione, ma dai sindacati fanno sapere che «il governo si è assunto l’impegno di convocare in maniera ultimativa Rebrab al fine di verificare definitivamente la possibilità dello stesso a mantenere fede a quanto sottoscritto. Dopo questo incontro il governo riconvocherà i sindacati per comunicare le proprie decisioni in merito».

«Le organizzazioni sindacali hanno fatto presente – sottolineano Fim, Fiom e Uilm – la situazione di grave incertezza venutasi a creare dalle mancate realizzazioni di quanto Rebrab aveva promesso», con la «mancanza del circolante» e «una non più tollerabile indefinitezza del piano industriale» che rischiano ormai «di mettere in seria crisi il progetto Piombino così come configurato dell’accordo di programma del 2014». Dopo che il territorio (e il governo) ha per anni investito massicciamente – soldi, capitale politico, speranze – nella prospettiva di rilancio delineata insieme all’imprenditore algerino, oggi i sindacati tornano a chiedere «impegni certi e certificabili, in assenza dei quali il governo deve assumersi la responsabilità ricercando ogni alternativa possibile per mantenere gli impegni contenuti nell’accordo di programma», che ha firmato. «In ogni caso – continuano i sindacati – abbiamo fatto presente al governo la necessità di salvaguardare gli ammortizzatori sociali in scadenza al 30/6/2019 qualora essi non fossero sufficienti». Nel frattempo, una piccola buona notizia è arrivata da Nardi: «Sulla questione dell’erogazione del Tfr dei lavoratori ex Lucchini, il commissario ha dichiarato che nelle competenza di marzo, pagate ad aprile, sarà liquidato quanto dovuto».

«In questa situazione – sottolinea il sindaco di Piombino il sindaco Massimo Giuliani – ritengo una notizia positiva quella data dal commissario Nardi sulla questione dell’erogazione del Tfr dei lavoratori ex Lucchini». Rimane comunque necessario, afferma Giuliani, che «tutti i soggetti in campo, ognuno per la propria competenza, mettano in atto tutte le azioni per fare pressioni sulla proprietà e sull’azienda per una risoluzione definitiva e unitaria della questione e per portare avanti l’accordo di programma, che va difeso. Non a caso fino ad oggi il governo e tutte le istituzioni hanno lavorato con impegno per tradurre in azioni concrete quanto previsto dall’accordo di programma. Da parte della Regione, inoltre, è emerso l’impegno di seguire insieme al governo la vicenda del finanziamento del circolante che appare una delle questioni più impellenti in questa vicenda».

Naturalmente, questo non può bastare. Dunque le organizzazioni sindacali ritengono «non rinviabile un piano di mobilitazioni che vedrà come inizio uno sciopero con comizio per il giorno 2 febbraio in difesa del progetto Piombino che deve essere salvaguardato a prescindere, e verso il quale i firmatari dell’accordo di programma sono chiamati a far rispettare in ogni sua parte».

Accordo di programma che già tra le premesse cita il tema delle bonifiche mai attuate, risalendo addirittura alla legge 426 del 9 dicembre 1998 (!) che «individua i primi interventi di bonifica di interesse nazionale tra i quali quello di “Piombino” e prevede l’adozione di un programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati». Rebrab o meno, la necessità di completare le bonifiche rimane la non più rinviabile pietra angolare per qualsivoglia ambizione di rilancio in Val di Cornia.

L. A.