Aiuti per lo sviluppo delle rinnovabili in Africa orientale: cosa non va per la Corte dei conti Ue

[7 dicembre 2015]

legge

Nella relazione speciale “Sostegno dello Strumento ACP-UE per l’energia a favore delle energie rinnovabili in Africa orientale”, la Corte dei conti europea rivela che “la Commissione ha adottato misure in buona parte efficaci, ma avrebbe potuto far miglior uso dello Strumento per l’energia al fine di incrementare l’accesso alle energie rinnovabili da parte delle popolazioni povere dell’Africa orientale”. Per questo raccomanda alla Commissione Ue di selezionare i progetti in modo più rigoroso, di rafforzare il monitoraggio dei progetti e di aumentare le prospettive di sostenibilità dei progetti.

L’audit della Corte dei conti Ue si è svolto tra giugno 2014 e febbraio 2015 e si èconcentrato su tre quesiti principali. Ossia se la Commissione è riuscita ad assegnare i fondi dello Strumento per le energie rinnovabili a progetti ben elaborati e fondati su priorità ben definite; se ha monitorato i progetti in modo adeguato e se i progetti hanno conseguito gli obiettivi stabiliti.

L’audit ha riguardato progetti relativi alle fonti di energia rinnovabili finanziati nel quadro dei primi due inviti a presentare proposte in dodici paesi dell’Africa orientale. In particolare ha esaminato 16 progetti attuati in cinque paesi: Kenya, Madagascar, Mozambico, Tanzania e Zambia.

Al momento dell’inizio dell’audit, erano già stati erogati, 268,2 milioni di euro nel quadro dei primi due inviti a presentare proposte, di cui 106 milioni per progetti in Africa orientale, regione con il tasso di accesso all’elettricità di gran lunga più basso di tutta l’Africa.

La ha riscontrato che la ha assegnato finanziamenti per le energie rinnovabili a progetti selezionati in base a priorità ben definite. Ma avendo adottato un insufficiente rigore nel processo di selezione ha assegnato fondi nonostante le debolezze significative individuate nella concezione dei progetti. Le relazioni presentate dai partner esecutivi erano di qualità non uniforme e la Commissione non ha cercato di imporre loro l’adempimento degli obblighi di rendicontazione. Inoltre, per alcuni progetti, la Commissione non si è avvalsa a sufficienza né delle visite in loco né delle valutazioni risultanti dal monitoraggio orientato ai risultati per integrare le informazioni fornite dai partner esecutivi, soprattutto nei casi in cui erano note le gravi difficoltà incontrate dai progetti.

La Commissione non ha adottato misure tempestive e adeguate per quei progetti che hanno incontrato gravi difficoltà in fase di attuazione.

La Corte dei conti afferma anche che la maggior parte dei progetti esaminati ha avuto un esito positivo e avrà buone prospettive di sostenibilità ma solo se verranno attuate tutte le misure necessarie previste e se il contesto non subirà un eccessivo deterioramento. E se la Commissione svolgerà un adeguato monitoraggio.

Lo Strumento per l’energia ACP‑UE è nato nel giugno 2005 con l’intento di promuovere l’accesso delle popolazioni povere a servizi energetici moderni, ponendo l’accento soprattutto sull’Africa subsahariana e sulle fonti di energia rinnovabili.

Lo Strumento mira inoltre a sostenere il miglioramento della governance nel settore energetico e a suscitare l’interesse degli investitori, a favorire gli investimenti su larga scala nel settore delle infrastrutture energetiche transfrontaliere, nonché ad incoraggiare l’uso di energie rinnovabili e l’adozione di misure per una migliore efficienza energetica.

E questo perché in quel periodo quasi due miliardi di persone, concentrate soprattutto nelle aree rurali e nelle zone urbane periferiche dei paesi in via di sviluppo, non avevano accesso a servizi energetici adeguati, accessibili e sostenibili . La volatilità del prezzo dei combustibili sul mercato internazionale, l’aumento del fabbisogno energetico nei paesi emergenti e in via di sviluppo, nonché le questioni riguardanti il cambiamento climatico, rappresentano sfide significative da affrontare quando si tratta di incrementare l’accesso ai servizi energetici.