Al consiglio europeo per l’energia geotermica non piace il nuovo “Clean energy package” Ue

La Commissione europea dichiara un forte sostegno alle rinnovabili termiche, ma «evita misure vincolanti per un loro più rapido sviluppo»

[30 dicembre 2016]

Il  Consiglio europeo per l’energia geotermica (Egec), presieduto dal pisano Ruggero Bertani, dà un «tiepido benvenuto» alle proposte elaborate dalla Commissione europea per la revisione del quadro energetico Ue tramite la recente presentazione del nuovo “Clean energy package“, pacchetto normativo che implica la revisione delle direttive comunitarie in materia di energie rinnovabili (2009/28/CE), performance energetiche in edilizia (2010/31/UE) ed efficienza energetica (2012/27/UE), nonché  il design stesso del mercato dell’energia elettrica.

Nell’ultima newsletter diffusa in chiusura del 2016, l’Egec sottolinea che il pacchetto Ue «manca di ambizione» e «assesta pesanti colpi alle energie rinnovabili», tra i quali il Consiglio cita la «soppressione della definizione europea di “geotermico”», mossa che rappresenta «un negativo passo indietro per il mercato delle attrezzature e dei servizi legati alla geotermia».

Inoltre, la Commissione europea pur dichiarando un forte sostegno per l’aumento della quota di energie rinnovabili impiegate nel settore del raffreddamento e del riscaldamento negli edifici, «evita misure vincolanti per un loro più rapido sviluppo», mentre – a causa di lacune nella legislazione sull’efficienza energetica – permangono supporti alle tecnologie fossili nello stesso ambito.

L’Egec chiede dunque al Parlamento e al Consiglio Ue di migliorare la proposta della Commissione, rimettendo «in pista l’Unione Europea nel suo impegno per diventare la prima realtà al mondo nel settore dell’energia rinnovabile».