E meno dell’1% del gettito arriva da imposte su specifici inquinanti o risorse naturali

Altro che fisco verde: in Italia solo l’1% delle tasse ambientali serve a proteggere l’ambiente

«La fiscalità ambientale è poco coerente e necessiterebbe di una riforma». A dirlo è il governo

[18 maggio 2017]

La fiscalità ambientale può essere utilizzata per intervenire direttamente a favore del Capitale Naturale, tassando gli utilizzi delle risorse naturali e i fattori di pressione più importanti, e riutilizzando il gettito per finanziare gli interventi necessari per il raggiungimento degli obiettivi di prevenzione, ripristino, gestione e valorizzazione del Capitale Naturale. Come noto, tuttavia, l’attuale quadro della fiscalità ambientale vigente in Italia, monitorato annualmente dall’Istat, è poco coerente e necessiterebbe di una riforma secondo più razionali e trasparenti criteri, sia dal lato dell’imposizione fiscale che per quanto concerne il riutilizzo del gettito per esigenze di spesa pubblica.

Infatti, solo l’1% del gettito delle imposte ambientali (578 su 55.722 Mln € nel 2015) è soggetto ad un vincolo di destinazione riguardante il finanziamento delle spese per la protezione dell’ambiente. Inoltre, l’82% circa del gettito è costituito da imposte (prevalentemente accise) sui prodotti energetici, con livelli differenziati di imposta non riconducibili al contenuto energetico (ad es. potere calorifico inferiore) o ad indicatori di impatto ambientale del prodotto (emissioni, costi esterni, etc.), il 17% da imposte sui veicoli di trasporto (bollo auto, assicurazione per RCA, etc.) e meno dell’1% da imposte su specifici inquinanti o risorse naturali.

È soprattutto a quest’ultima categoria che dovrebbe puntare una riforma della fiscalità ambientale orientata ad una maggior tutela del Capitale Naturale: possibili esempi su cui sviluppare l’attività di ricerca riguardano possibili imposte sul consumo di suolo “naturale”, sui prelievi idrici da corpi superficiali e sotterranei, sull’estrazione di materie prime, su emissioni che sono causa prima di impatti  su servizi ecosistemici (ad esempio, emissioni di NOx per i fenomeni di eutrofizzazione, emissioni di SO2 per i fenomeni di acidificazione).

di Comitato per il capitale naturale*

*Questo testo è un estratto del primo Rapporto sullo stato del capitale naturale in Italia, pubblicato dal ministero dell’Ambiente