Ambiente, economia, società: l’impatto di Geofor sul territorio nel primo Bilancio di sostenibilità

Il documento, presentato ieri a Pontedera, è un ponte tra l’attività finora svolta e l’ormai prossimo ingresso in RetiAmbiente

[26 febbraio 2016]

geofor

Quella della sostenibilità è una dimensione complessa, che richiede valutazioni integrate di tipo ambientale, sociale, economico per potersi davvero dire completa. Si tratta di una necessità ineludibile, a qualsiasi livello d’indagine, e Geofor – l’azienda gestisce le attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti all’interno della Provincia di Pisa – ha deciso di operare secondo questa esigenza presentando il suo primo Bilancio di sostenibilità, riferito all’anno 2014.

L’esordio del documento arriva in un momento di grande rilievo per l’azienda, e per il territorio per il quale lavora: Geofor sancirà a breve il suo ingresso in RetiAmbiente, il futuro gestore unico dell’Ato Costa. Quello presentato ieri a Pontedera rappresenta dunque un documento ponte, con doppia valenza: sancisce da una parte quanto finora conseguito, dall’altra mostra i presupposti dell’apporto che l’esperienza Geofor continuerà a dare in futuro al territorio, sebbene sotto altra forma.

Nel 2014 l’attività di Geofor si è snodata lungo 24 mila comuni – servendo circa 360mila abitanti -, grazie al lavoro di 262 dipendenti: un dato in linea con quello dell’anno precedente, che vede occupati «in maggioranza uomini, tra i 30 e i 50 anni, la quasi totalità – precisa l’azienda – assunti con contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato». Diversi tra i comuni serviti hanno raggiunto nel 2014 percentuali di raccolta differenziata oscillanti tra il 70 e l’80%, performance importante che si somma alla diminuzione del 7,75% per i rifiuti indifferenziati avviati a discarica (ora al 25,14%, dato al di sotto della media nazionale): risultati raggiunti «principalmente grazie all’estensione della raccolta domiciliare».

Un impegno crescente, dunque anche sotto il profilo economico – adottare servizi più complessi, come il porta a porta, oltre a vantaggi ambientali presenta ovviamente anche costi superiori –, profilo che comunque appare sano: il bilancio di esercizio 2014 si è chiuso per Geofor con un utile netto di  1.472.600 euro, 1 milione di euro in più rispetto all’anno precedente. Tra le maggiori aziende toscane che gestiscono il ciclo dei rifiuti, Geofor risulta inoltre essere quella che presenta il maggior indice di redditività (ROE – Return on Equity), quindi la più performante. Incrociando il piano economico con quello ambientale, nel Bilancio di sostenibilità di Geofor si specifica che il termovalorizzatore rappresenta «l’impianto centrale dell’azienda, utilizzato per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e la produzione di energia elettrica». Controllato 5 volte nel corso dell’anno dall’Arpat, e 2 volte da parte dell’Asl, l’impianto è risultato operante all’interno dei parametri previsti in tutte e 7 le occasioni: il termovalorizzatore, sottolineano dall’azienda, è «soggetto a controlli e manutenzioni continue tali da mantenerlo sempre sicuro e in perfetto funzionamento. I fumi sviluppati dalla combustione subiscono specifici processi chimici e meccanici di trattamento e depurazione prima di essere rilasciati in atmosfera così da abbattere al di sotto dei limiti consentiti per legge, se non eliminare totalmente, le sostanze inquinanti in essi contenuti». Nel 2014 sono stati 9.262.614 i kilowattora prodotti dal termovalorizzatori, venduti ricavando un guadagno quantificabile in 590.547 euro.

Gestione dei rifiuti, dunque, ma anche energia per il territorio. E per quanto riguarda l’aspetto sociale, guardando oltre al già nominato profilo occupazionale? «Geofor – affermano dall’azienda – è da sempre attenta alla comunità e ha un forte radicamento territoriale. Da anni è attiva nella realizzazione di iniziative a valenza sociale che coinvolgono scuole, Pubbliche Amministrazioni e realtà no-profit, tra cui si ricordano: progetto Geofor Scuola che mira a coinvolgere e informare gli studenti – ad oggi oltre 20.000 – e le loro famiglie sulle tematiche dell’ambiente e dei rifiuti; progetto “Riutilizzo”, spazio virtuale dove gli utenti possono mettere a disposizione del prossimo gli oggetti non più utili; conferenza internazionale sul tema dei rifiuti urbani in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna. Si segnala inoltre la partnership con la Cooperativa Don Bosco che all’interno del carcere di Pisa ha consentito di attivare la raccolta di rifiuti nelle celle con la collaborazione di un gruppo di detenuti, opportunamente remunerati, che si sono occupati della raccolta».