Anche la geotermia nella richiesta di autonomia differenziata della Regione Toscana

Il governo regionale chiede “di riconoscere la competenza della Regione in tutti i casi in cui la legge regionale preveda una maggior tutela”

[1 giugno 2018]

È stata illustrata in sede di Giunta Regionale – e successivamente anche in un briefing con la stampa del governatore Enrico Rossi e dell’assessore alla presidenza Vittorio Bugli – la proposta attraverso la quale la Toscana chiederà di far ricorso all’autonomia differenziata prevista dall’art. 116 della Costituzione, ovvero di godere di particolari autonomie in quelle materie legislative in cui vige la competenza concorrente con lo Stato, oltre ad alcune in cui la facoltà di legislazione è ad oggi esclusiva statale.

Per quanto riguarda il profilo ambientale, tra le competenze concorrenti spiccano quelle sul governo del territorio, su produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia e sulla valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali, mentre tra quelle di competenza statale che possono essere oggetto di autonomia differenziata la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.

Analizzando i fini del negoziato, per quanto riguarda il governo del territorio la Regione Toscana sottolinea che «il primo obiettivo è quello di evitare che l’approvazione di una legge dello Stato nella materia del contenimento del consumo di suolo e della rigenerazione urbana porti allo scardinamento del relativo modello toscano, oramai in fase di avanzata applicazione. Il secondo obiettivo è quello di garantire alla rigenerazione urbana strumenti integrati di natura fiscale, socio-economica e culturale».

Per quanto riguarda invece il capitolo ambiente, la richiesta di autonomia speciale da parte della Regione nasce «da un lato, dall’esigenza di dare coerenza al riassetto istituzionale operato ai sensi della legge Delrio, dall’altro per affrontare al meglio alcune particolarità ambientali proprie della Toscana».

Vagliando in dettaglio le proposte in materia di ambiente, al punto 4 si fa riferimento al fatto che “La Regione può legiferare in merito alla componente ambientale delle attività geotermiche e minerarie svolte sul proprio territorio”.

Al proposito la Toscana chiede da una parte “di riconoscere la competenza della Regione in tutti i casi in cui la legge regionale preveda una maggior tutela, con la conseguenza speculare che non si applicheranno nel territorio della regione Toscana le leggi dello Stato che prevedano una minor tutela rispetto a quella garantita dalla normativa regionale”, e dall’altra “richiede una procedura ad hoc per le future leggi regionali” che preveda “un confronto nel merito tra lo Stato e la Regione, da effettuarsi nella fase antecedente all’approvazione della proposta di legge regionale da parte della Giunta”.

Per quanto riguarda l’iter della proposta di autonomia differenziata nel suo complesso, l’art. 116 della Costituzione prevede in primis di acquisire il parere degli enti locali, a cui seguirà l’intesa Regione-Stato e come step conclusivo la definizione di un apposito disegno di legge che dovrà essere approvato con maggioranza assoluta dalle Camere. Per quanto riguarda invece le risorse economiche per gestire le materie oggetto di autonomia differenziata, la vigente legge sul federalismo fiscale (la 42/2009) prevede già che alla Regione vengano assegnate le “necessarie risorse finanziarie”.

Si tratta di un percorso che a livello nazionale è già stato intrapreso da Emilia Romagna, Lombardia e Veneto (con accordi preliminari già sottoscritti il 28 febbraio 2018 tra il Governo e le Regioni), mentre iniziative in materia sono in corso anche in Umbria, Liguria, Piemonte, Marche, Basilicata e Campania. Alla lista si aggiunge dunque adesso anche la Toscana con la proposta che, dopo la presentazione in Giunta, dovrà essere adesso discussa dal Consiglio regionale, che nei mesi scorsi si era già attivato affinché la Regione avviasse la richiesta di autonomia differenziata.