Anche l’Associazione dei Comuni toscani si attiva in difesa della geotermia

Anci Toscana: «Non si comprendono motivazioni di qualunque ordine per una modifica della normativa», che finora ha garantito incentivi a questa fonte rinnovabile come alle altre

[4 dicembre 2018]

Dopo la manifestazione che ha portato a Larderello duemila cittadini, scesi in piazza contro lo schema di decreto Fer 1 elaborato dal ministero dello Sviluppo economico – che per la prima volta cancellerebbe gli incentivi diretti alla geotermia in quanto fonte rinnovabile –, anche l’Anci Toscana è scesa in campo con azioni a supporto della battaglia partita dai territori geotermici.

L’Associazione regionale dei Comuni della Toscana ha scritto infatti all’Anci nazionale per sollecitare un intervento sulla geotermia, a sostegno dei sindaci (nella foto alcuni dei presenti a Larderello, ndr) dei 17 Comuni geotermici e dei cittadini e lavoratori toscani. «Chiediamo semplicemente di reinserire la geotermia nel decreto Fer 1, in base agli stessi principi presenti nel decreto precedente – scrive da Anci Toscana – L’importanza dell’energia geotermica per i territori toscani non è relativa solamente agli incentivi diretti che possono ricadere sulle Amministrazioni locali; perché togliere le incentivazioni su tale energia per i nostri territori significa togliere tutte le possibilità di crescita legate a tale tipo di attività».

Si tratta di attività che spaziano dall’indotto turistico – oltre 60mila i turisti richiamati in toscana dalle attrazioni geotermiche l’ultimo anno – alle produzioni agroalimentari di qualità (come quelle facenti parte della Comunità del cibo a energie rinnovabili, nata grazie a Slow Food e CoSviG), fino a progetti sperimentali d’eccellenza legati alla coltivazione dell’alga spirulina.

«Vista l’importanza delle risorse rinnovabili per la produzione di energia elettrica, come notoriamente statutito dalla stessa Unione europea, a nostro avviso – sottolinea l’Anci Toscana – non sono presenti motivi per una modifica del decreto precedente. Togliere la geotermia dal decreto Fer 1 e dalla sua linea di finanziamento storica, dove è sempre stata, significherebbe rinunciare ad una programmazione completa dello sviluppo delle rinnovabili per tutto il territorio nazionale. La nostra richiesta sta dunque nel pieno rispetto dello sviluppo energetico dell’intera nazione perché legato alle fonti rinnovabili e si pone nell’interesse dei territori e del loro sviluppo legato alla geotermia. Questi territori, fino ad oggi, hanno avuto possibilità di crescita grazie a tale risorsa, che prevalentemente si trova nell’Italia centrale. Il decreto ha funzionato bene negli anni, sia per lo sviluppo dei territori, che per il raggiungimento degli obiettivi di carattere ambientale. Per queste ragioni – conclude l’Associazione che riunisce i Comuni toscani – non si comprendono motivazioni di qualunque ordine per una modifica di tale normativa».