Ancora sconcerto nel settore delle rinnovabili: il Governo vuole diluire gli incentivi in 30 anni al posto dei 20

[3 settembre 2013]

Il settore delle rinnovabili continua ad essere in costante fibrillazione. Questa volta ad incrementare lo scetticismo degli operatori sono  le reiterate dichiarazioni del ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato in merito a una dilazione degli incentivi sulle rinnovabili e sul fotovoltaico dagli attuali venti a trent’anni.

«Gli errori che sono stati fatti dalla politica in passato in merito ai livelli (troppo generosi) degli incentivi e alla loro durata, è un peso che tutto il settore ha già dovuto sopportare, soprattutto tra il II e IV conto energia, dove la eccessiva remunerazione dell’investimento nel fotovoltaico è andato ad appannaggio totale degli speculatori, dei prezzi di dumping, a scapito di una crescita progressiva nella direzione virtuosa della generazione distribuita» ha dichiarato Alessandro Cremonesi , presidente Ifi, associazione che riunisce circa il 90% dei produttori nazionali di celle e moduli fotovoltaici.

Sulla stessa posizione anche l’Anie/Gifi: «Centinaia di migliaia di impianti fotovoltaici sono stati costruiti in Italia a fronte di un impegno dello Stato, ovvero il Conto Energia, e di un business plan calibrati su 20 anni- ha dichiarato il presidente Emilio Cremona- Gli errori fatti nella strutturazione del debito non sono da attribuire ai cittadini e alle imprese ma alla legislazione che non ha saputo gestire adeguatamente la distribuzione degli incentivi. Ogni intervento mirato ad una gestione ottimizzata del debito deve essere strutturato in modo da tutelare, e non affossare, i cittadini, le imprese e la filiera industriale generata dal fotovoltaico, circa 100mila occupati finora rimasti attivi, allo scopo di non danneggiare la credibilità del Sistema Paese per gli investimenti in tecnologie per le fonti rinnovabili».

Cremona poi ha aggiunto: «Sarebbe molto grave un simile intervento. Gli incentivi sono impegni presi che non possono essere negoziati. Piuttosto, sarebbe opportuno che il ministro Zanonato illustrasse il percorso tecnico-finanziario che si intende intraprendere per una riorganizzazione ottimale del debito, tranquillizzando tutto il Sistema. Sono convinto che un’apertura del ministro a intavolare una discussione sul riordino degli incentivi a tutte le fonte rinnovabili, nessuna esclusa, e della bolletta elettrica che grava sui cittadini e sul tessuto industriale, troverebbe favorevoli tutte le associazioni di settore, Anie/Gifi in primis. Il messaggio è che l’Italia deve poter fare quello che altri paesi hanno già sperimentato con successo e non percorrere strade che alimentino solo sfiducia negli investimenti, ulteriore disoccupazione e diminuzione di credibilità».

Il Comitato Ifi concorda con la posizione espressa da Anie/Gifi in merito alla necessità che il ministro Zanonato inizi un confronto aperto con le Associazioni di settore e con tutti gli operatori coinvolti, per illustrare il percorso tecnico-finanziario che intende intraprendere per una riorganizzazione ottimale del debito.

«Senza questa apertura da parte del ministro – prosegue Cremonesi –  tutto il sistema tende a entrare in un ulteriore tensione, sconcerto, incertezza, un loop negativo dal quale peraltro non è mai uscito negli ultimi cinque anni, a causa degli innumerevoli cambi normativi che hanno finito per causare crolli degli investimenti nel fotovoltaico  e perdita di sicurezza e credibilità nei piccoli risparmiatori, preziosi utenti potenziali di piccoli impianti».