Aree di crisi, un anno di aiuti in più per i lavoratori toscani

Rossi «Una prima risposta a chi è senza lavoro». Grieco «Un respiro di sollievo per Livorno e per la Toscana»

[7 settembre 2016]

porto livorno

La Regione Toscana ha annunciato che per chi ha perso o perderà i benefici della cassa integrazione o dell’Aspi (l’assicurazione sociale per l’impiego) nel corso del 2016 nelle aree di crisi di Livorno e Piombino, «sono in arrivo una quota dei 235 milioni stanziati a livello nazionale ed in grado di garantire loro 500 euro per 12 mensilità o il prolungamento della cassa integrazione». Il provvedimento riguarderà i circa 11.500 lavoratori licenziati a Piombino e Livorno, mentre il numero di quelli che nel 2016 perderanno i benefici della cassa integrazione verrà definito d’intesa con i sindacati e con l’Inps. Stesso discorso per quelli le cui aziende si trovano sull’Amiata e in provincia di Massa Carrara.

Una decisione presa ieri a Roma nell’incontro che il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, ha avuto con i rappresentanti delle Regioni che hanno aree di crisi industriale complessa e  Cgil, Cisl e Uil. Le Regioni avranno due settimane di tempo per far pervenire al Ministero le loro richieste economiche e successivamente il ministro ripartirà e assegnerà i fondi. Ogni lavoratore potrà godere di un massimo di 12 mensilità e il beneficio si interromperà in caso di rientro al lavoro. Per favorire il reinserimento dei lavoratori che nel 2016 hanno perso o perderanno i benefici della mobilità e dell’Aspi, il ministero ha chiesto alla Regioni di destinare una quota aggiuntiva pari al 20% dello stanziamento nazionale alla predisposizione di percorsi di formazione e di politiche attive volte a favorire il reinserimento lavorativo di coloro che sono stati licenziati o messi in mobilità. Alle Regioni spetta dunque di mettere complessivamente a disposizione a livello nazionale 30 milioni di euro.

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha detto: «Siamo soddisfatti della soluzione trovata e dell’impegno economico del Governo. Ma, in attesa che il ministero dello sviluppo economico convochi un tavolo anche per le altre aree di crisi, abbiamo deciso di estendere i benefici ottenuti anche a quelle di crisi regionale, cioè all’area apuana e a quella amiatina, utilizzando fondi regionali. Saremo soddisfatti solo quando avremo la piena occupazione, ma il provvedimento di oggi rappresenta una prima risposta per alcune migliaia di lavoratori toscani di Livorno e Piombino rimasti senza lavoro. Certo 500 euro al mese sono poca cosa, ma per molti sono un aiuto indispensabile. E’ per questo che apprezzo molto e ringrazio il ministro Poletti per quello che ha fatto per venire incontro alle nostre richieste. Siamo di fronte ad una misura certo insufficiente, ma importante e di rilievo, alla quale abbiamo voluto aggiungere un provvedimento finanziato con risorse regionali per le aree apuana e amiatina: pensiamo che garantire loro 500 euro al mese per un anno sia un’operazione di giustizia vero i lavoratori di quelle zone».

Sono 2.267 quelli che a Piombino giungeranno alla fine dell’Aspi o del periodo di mobilità. A Livorno sono 9.248. E’ ancora da calcolare invece, con l’aiuto di Inps e sindacati, il numero di coloro che potranno accedere alla proroga dei contributi nelle due aree, quella apuana e quella amiatina, di crisi regionale. Le misure dovrebbero partire non prima della fine di ottobre e dureranno al massimo per un anno dal momento della loro attivazione.

Rossi ha aggiunto: «Ciò che la Toscana è riuscita ad ottenere vale per chi perde i benefici nel corso del 2016. Per chi invece ci arriverà nel 2017 mi auguro che il Governo provveda con la Finanziaria. Si tratta di una misura di reinserimento sociale. Si poteva fare una scelta più netta ma questo provvedimento rientra in quella lotta alla povertà che per me rappresenta una delle due cose fondamentali da fare per rilanciare l’occupazione. L’altra è rappresentata dagli investimenti pubblici e da misure di sostegno a quelli privati. Cinque miliardi di investimenti attivano 100.000 posti di lavoro e 10 miliardi potrebbero essere destinati alla lotta al dissesto idrogeologico e altri 10 alle infrastrutture».

Poletti ha annunciato di voler destinare 1,5 miliardi di euro per aiuti alle famiglie in difficoltà e  Rossi ha commentato: «Dopo il sostanziale azzeramento della spesa contro la povertà operata dal governo Monti, i 700 milioni stanziati da Renzi sono positivi e che l’ulteriore miliardo e mezzo rappresenterebbe un altro passo avanti, anche se servirebbero circa 7 miliardi per coprire le necessità dei 4,5 milioni di famiglie che hanno difficoltà a mettere insieme il pranzo con la cena. Spero che si riescano a recuperare risorse da altri settori per destinarle a questo scopo».

Rossi ha ringraziato l’assessore regionale alla formazione al lavoro, Cristina Grieco e il consigliere per i problemi del lavoro, Gianfranco Simoncini, per l’impegno che hanno messo per raggiungere questo risultato di oggi e la Grieco  ha ricordato che «Su nove aree di crisi complessa in Italia, due sono in Toscana, entrambe in provincia di Livorno. Beneficeranno della proroga di un anno degli ammortizzatori sociali decisa a Roma, mentre come Regione abbiamo voluto estendere questo beneficio anche all’Amiata e all’area apuana. Per questo ringrazio il Governo e il ministro Poletti. Siamo orgogliosi e gratificati perché è stata la Regione Toscana a porre il problema e a chiedere, anche in sede parlamentare, un intervento specifico per questi lavoratori. E’ una bella giornata per la Toscana. Con il jobs act sono cambiate logica, durata e platea degli ammortizzatori sociali. Adesso dobbiamo passare dalle politiche passive a sostegno del lavoro a quelle attive. Così la Regione interverrà con un’opera di formazione professionale nell’ottica di ottenere il reimpiego dei lavoratori, un ponte verso la ricollocazione al lavoro dopo una riconversione produttiva e una reindustrializzazione delle aree di crisi complessa. Si tratta, per Livorno, che è la provincia che a livello nazionale ha più lavoratori che utilizzano gli ammortizzatori sociali, di una buona notizia che ci permette di tirare un respiro di sollievo».