Che aria si respira nella zona geotermica dell’Amiata? Gli ultimi dati Arpat

Anche a dicembre 2017 «il limite di cautela sanitaria indicato dalle linee guida del WHO (150 µg/m³) per l'idrogeno solforato (H2S) è sempre stato rispettato»

[1 marzo 2018]

Tra i compiti istituzionali di cui l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat) è investita, c’è anche l’attività di monitoraggio e controllo nelle aree geotermiche. In particolare, come noto, nell’ambito del progetto di monitoraggio sulla popolazione dell’Amiata – coordinato dall’Agenzia regionale sanità (Ars) – ad Arpat è stato richiesto un bollettino a cadenza mensile descrittivo della qualità dell’aria nella zona geotermica del monte Amiata, nelle due province di Grosseto e Siena.

A questo indirizzo è disponibile l’intera serie dei bollettini mensili a partire dal settembre 2016, mentre a qui Arpat rende noti i dati precedenti sulle concentrazioni di acido solfidrico in aria, relativi al monitoraggio della fase di avvio di Bagnore 4 (avvenuto negli anni 2014-2015).

Per quanto riguarda il bollettino mensile, sono due gli indicatori riportati da Arpat relativi alla concentrazione di acido solfidrico in aria: il massimo giornaliero della media mobile su 24 ore (che evidenzia gli eventi che possano causare “singole esposizioni a concentrazioni elevate per la salute umana”, ovvero l’eventuale superamento del limite sanitario) e il numero di ore con concentrazione oraria superiore a 7 µg/m3 (che fornisce un indice del disturbo olfattivo arrecato alla popolazione).

I valori più aggiornati appena pubblicati dall’Agenzia riguardano il mese di dicembre 2017.

Secondo i dati in possesso di Arpat, in tale mese «il limite di cautela sanitaria indicato dalle linee guida del WHO (150 µg/m³) per l’idrogeno solforato (H2S) è sempre stato rispettato».

L’Agenzia non esclude che possano comunque essersi verificate «molestie olfattive, per il superamento della soglia di percezione dell’H2S, in particolare a Piancastagnaio nei giorni dal 3 al 6, nel giorno 11 e nei giorni dal 16 al 20 e dal 23 al 25. Superamenti della soglia di percezione potrebbero essersi verificati anche ad Arcidosso (giorno 30), a Santa Fiora (giorni 3,21), in località Bagnore (giorni: 4 e 6) e in località Merigar (giorni: 2 e dal 19 al 22), questi ultimi attribuibili alle manutenzioni degli AMIS dei gruppi 1 e 2 della Centrale di Bagnore 4».

Come consueto, le rilevazioni sono svolte tramite i dati dalle stazioni della rete di rilevamento di Enel Green Power localizzate ad Arcidosso (ARDO), Santa Fiora (SAFI), Loc. Bagnore (BAGN), Loc. Merigar (MERI) e Piancastagnaio (PICA, PICA2). Inoltre, a verifica dei dati Enel, è attiva una stazione mobile ARPAT (GEO1) localizzata ad Arcidosso, in loc. Bagnoli.