Il Bes nel Def: nel Documento di economia e finanza si affaccia il benessere equo e sostenibile

La Camera approva «una novità molto rilevante nel cuore degli strumenti economico-finanziari dello Stato»

[24 giugno 2016]

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Mentre ai maturandi veniva proposto di illustrare il proprio pensiero in merito al Pil come misura del progresso sociale, anche la Camera dei deputati ha dato la sua risposta approvando finalmente una modifica alla legge di Bilancio che introduce il Bes – il complesso di indicatori di benessere equo e sostenibile elaborato dall’Istat – in seno al Documento di economia e finanza, ovvero il principale strumento di programmazione economica elaborato ogni anno dal governo italiano.

Secondo quanto disposto dalla Camera, la legge prevede che in un apposito allegato al Def siano riportati l’andamento nell’ultimo triennio degli indicatori di benessere equo e sostenibile selezionati e definiti dal Comitato per gli indicatori di benessere equo e sostenibile istituito presso l’Istat. Nell’allegato dovrà essere presente anche l’evoluzione degli stessi indicatori nel periodo di riferimento anche sulla base delle misure previste per il raggiungimento degli obiettivi di politica economica. Ogni anno il ministero dell’Economia e delle finanze, sempre sulla base dei dati forniti dall’Istat, presenterà una relazione alle Camere per la trasmissione alle competenti commissioni parlamentari entro il 15 febbraio. Nella relazione sarà evidenziata l’evoluzione dell’andamento degli indicatori di benessere equo e sostenibile sulla base degli effetti determinati dalla legge di bilancio per il triennio in corso.

«Una novità molto rilevante – commenta Edoardo Patriarca, parlamentare e presidente del Centro nazionale per il volontariato- che introduce e riconosce il Bes nel cuore degli strumenti economico-finanziari dello Stato».

Patriarca, che ha fatto parte del comitato scientifico che ha prodotto gli indicatori portati in Italia dall’allora presidente Istat Enrico Giovannini, sottolinea «quanto sia fondamentale in questa fase storica affiancare agli indicatori incentrati sul reddito, come il Pil, nuovi strumenti più adeguati alla lettura della realtà. Tali strumenti – spiega Patriarca – sono utili per orientare le politiche pubbliche verso scelte più eque e sostenibili». Strumenti rafforzano l’impegno della società civile per porre al centro dell’agenda politica e governativa i temi della sostenibilità ambientale e sociale. «Fra questi –  chiosa Patriarca – l’Alleanza per lo sviluppo sostenibile (Asvis) guidata da Enrico Giovannini, che sta lavorando alacremente per portare all’attenzione della politica e dell’opinione pubblica gli obiettivi di sviluppo sostenibile del millennio».