Bioeconomia: una rivoluzione possibile e straordinaria, anche in Toscana

Il report del workshop di Chimica Verde Bionet e Caffè della Scienza a Livorno

[3 febbraio 2017]

Il 27 gennaio si è svolto a Livorno, presso l’Auditorium del Cna, il Workshop organizzato dall’Associazione Chimica Verde Bionet, in collaborazione con il Caffè della Scienza di Livorno che ha fornito tutta la logistica.

Livorno, da molti anni, è sede di un’importante bioraffineria integrata sul territorio, la Agrium-Italia ex Cerealtoscana che, da molti anni studia e sviluppa prodotti per la “biofumigazione” ammendanti speciali o altra tipologia di matrice contenenti  sostanze naturali dotate di attività biologica contro i patogeni del suolo e più in generale per una gestione sostenibile della fertilità chimica e biologica dei terreni. Agrium è un associato storico di Chimica verde Bionet, da tempo l’Associazione voleva promuovere un evento sul territorio Livornese. L’occasione dell’incontro con il Caffè della Scienza e la decisione di aprire una collaborazione tra le due realtà, ne ha fornito la possibilità.

Sono intervenuti, Paolo Nannipieri, presidente del Caffè della Scienza, professore di scienze agrarie riconosciuto dall’agenzia Thomson Reuters nella classifica internazionale “The World’s most influential scientific minds 2015”,  Sofia Mannelli, presidente di Chimica verde Bionet che ha delineato un quadro sulle opportunità che la bioeconomia può offrire e già offre nel nostro paese e ha mostrato molti bioprodotti che già sono commercializzati con successo.

Luca Lazzeri ricercatori del CREA-CIN che ha definito la bioeconomia una rivoluzione possibile e straordinaria, ma ha ricordato che occorre cambiare mentalità e approccio etico. Vincenzo Vespri, matematico dell’Università di Firenze ha spiegato il Green Computing e l’informatica ecologicamente sostenibile. Marco Benedetti, tecnologo e responsabile dell’internazionalizzazione di Chimica Verde Bionet ha presentato molti prodotti innovativi per lo più compostabili e biodegradabili, una rivoluzione dell’uso della materia e del fine vita dei prodotti in un’ottica di economia circolare.

Luciana Angelini dell’Università di Pisa ha introdotto il Progetto Cobraf, appena finanziato dalla Reg. Toscana e coordinato da Chimica Verde Bionet per lo sviluppo di bioprodotti per nutraceutica e non solo, nella logica nuova dell’utilizzo “a cascata della biomassa” a partire da oleaginose coltivate nel territorio locale. Maria Beatrice Coltelli , scienza dei nuovi materiali dell’università di Pisa ha mostrato, bioplastiche e biopolimeri prodotti a partire da scarti agricoli o dei crostacei ed ha introdotto la nozione dei nuovi imballaggi che aumentano il fine vita degli alimenti.

Giampiero Patalano di Agrium Italia, infine ha presentato i bioprodotti aziendali e ha spigato i principi della biofumigazione. Un pomeriggio interessante che ha dimostrato, se ancora serve, le grandi opportunità che la Bioeconomia offre  e che hanno già portato il nostro Paese ad essere il leader assoluto del settore in Europa con oltre 220 miliardi di euro di fatturato e 1,7 milioni di occupati solo nel 2015.

di Associazione Chimica Verde Bionet per greenreport.it