Biomasse, pubblico e privato insieme per un impianto… da manuale

Le rinnovabili nel 2012 hanno soddisfatto il 15% dei consumi energetici complessivi italiani

[4 novembre 2013]

E’ stato presentato, nella sede della Camera di Commercio di Roma, il manuale “Gli impianti a biomasse in Partenariato Pubblico Privato” curato da Asset Camera, Azienda Speciale della CCIAA di Roma, che si è avvalsa per la realizzazione, del Cresme Europa Servizi.  Il manuale, partendo da un quadro statistico normativo, analizza alcuni casi studio con un approccio prettamente operativo, voluto per le aziende che si avvicinano al Partenariato pubblico privato (Ppp) per la prima volta e che trovano una collaborazione nelle amministrazioni pubbliche che hanno contribuito all’espansione delle fonti energetiche rinnovabili proprio ricorrendo al Ppp.

L’obiettivo principale della pubblicazione è quello di favorire la condivisione delle esperienze e delle informazioni per contribuire alla concreta diffusione delle regole di ricorso al Ppp nel settore delle biomasse. Come un precedente manuale curato sempre da Asset Camera e riguardante gli impianti fotovoltaici, anche questo è articolato in cinque capitoli. Nel primo capitolo è riportato il quadro sul contesto energetico italiano e sulle tematiche politiche, normative e finanziarie per l’efficienza energetica e il risparmio energetico. Inoltre viene fatto l’inquadramento del settore, rispetto alla definizione di “biomassa”, cioè quell’insieme di materiali molto diversificato per provenienza, per caratteristiche chimico-fisiche, per costo di acquisto, e per possibilità di impiego, ma che hanno la caratteristica comune di avere origine biologica non fossile.

Il secondo capitolo affronta l’analisi del mercato del teleriscaldamento e degli impianti a bioenergie nel nostro Paese, con particolare attenzione a quelli realizzati attraverso le diverse forme di cooperazione tra pubblico privato. Il terzo capitolo analizza tre casi di impianti a biomassa, realizzati nel Lazio (impianto di trigenerazione a biomasse a servizio dell’incubatore di Colleferro), in Toscana (impianto di teleriscaldamento a biomasse legnose in località Pomino nel comune di Rufina sui monti dell’Appennino toscano) e in Emilia Romagna (sistema di teleriscaldamento integrato con cogenerazione a biomasse a servizio di utenze pubbliche e private del nuovo comparto urbano C4 nel comune di Zola Predosa). Nel quarto capitolo si descrive il “come fare”, infine nel quinto capitolo vengono riportate, in ordine cronologico, le principali norme approvate a livello europeo, nazionale e regionale (Regione Lazio) nonché la normativa tecnica nazionale.

«La scelta di un manuale sulle bioenergie nasce dalla constatazione che, nella difficile situazione che la nostra economia sta attraversando, esistono opportunità derivanti da una profonda riconfigurazione del mercato, guidato da nuovi driver, il principale dei quali è certo quello dell’energy technology- hanno spiegato i curatori della pubblicazione- Si tratta di un’area di innovazione che ha vari settori, tra i quali emerge la produzione delle energie rinnovabili, soprattutto per la produzione di energia elettrica. Il comparto beneficia di una fase fortemente espansiva grazie ai meccanismi incentivanti, posti in atto nei diversi Paesi europei, che hanno favorito, soprattutto negli ultimi dieci anni, una crescita eccezionale nell’installazione di impianti fotovoltaici, eolici e a bioenergie». A tal proposito la presentazione della pubblicazione è stata anche l’occasione per fare il punto sull’andamento delle energie rinnovabili rispetto agli obiettivi del Piano di azione nazionale (Pan) ed europei.

Nel 2012, in base ai dati provvisori, comunicati dal Ministero dello Sviluppo Economico nel mese di aprile 2013, la quantità di energia rinnovabile consumata sul territorio nazionale è stata pari a circa 26,818 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Tep) e ha garantito il 15% dei consumi energetici interni complessivi. Cinque anni prima, nel 2008, non raggiungeva il 9% dei consumi. Si è passati da un consumo medio annuo del 7%, nel decennio 1998-2007, al 12% nel quinquennio 2008-2012. E ancora: in base ai dati del Gse (Gestore servizi energetici), nel biennio 2010-2011, i consumi di energie rinnovabili sono risultati sempre superiori agli obiettivi del Pan.

Quindi le rinnovabili (nonostante i detrattori) sono in espansione e per questo gli esperti prevedono il raggiungimento in anticipo degli obiettivi fissati dal Pan. Infatti se per l’Italia è stabilita per il 2020 una quota del 17% per l’energia da fonti rinnovabili a copertura dei consumi totali di energia, gli ultimi dati disponibili a consuntivo mostrano come nel 2011 (11,5%) sia stata già raggiunta una quota superiore a quella prevista dal Pan per il 2015 (11,2%). In particolare nel settore riscaldamento e raffreddamento, che nel 2011 rappresenta la quota principale dei consumi energetici nazionali, le rinnovabili rappresentano l’11% e in questo ambito un ruolo importante spetta alle biomasse.

L’Osservatorio nazionale del Partenariato Pubblico Privato, ha fornito dati interessanti rispetto all’interesse pubblico per la produzione di energia termica ed elettrica da biomassa, analizzando i bandi di gara. In Italia il mercato pubblico dei bandi di gara per il teleriscaldamento e gli impianti a bioenergie, tra gennaio 2002 e giugno 2013, è rappresentato da 639 gare per un importo complessivo di 1,4 miliardi. La domanda d’interventi nei settori teleriscaldamento e impianti a bioenergie ha riguardato nell’87% dei casi (559 bandi su 639 totali) con appalti per la sola esecuzione di lavori o appalti integrati di progettazione ed esecuzione. Il restante 13% spetta a contratti di Ppp che combinano l’esecuzione dei lavori con la progettazione, la fornitura e l’installazione degli impianti di produzione e distribuzione, la manutenzione e la gestione del servizio. In termini di importi il Ppp rappresenta il 35% del mercato di riferimento.