Un progetto europeo mette a fuoco ostacoli ed opportunità

Bonifica siti industriali dismessi, il progetto dell’Ue corre sul web

I ricercatori: «Potenzialmente l'impatto dell'iniziativa è enorme»

[23 settembre 2013]

La bonifica dei grandi siti industriali dismessi ai fini di un loro successivo riutilizzo, è una grande criticità per l’Italia e per gli altri paesi europei (in Europa ci sono oltre 20.000 grandi siti contaminati) da un punto di vista ambientale, economico e sociale, ma i costi elevati e le lungaggini burocratiche sono i principali ostacoli da superare per avere spazi ripristinati da destinare a nuove funzioni. Attraverso il progetto “Timbre” (An integrated framework of methods, technologies, tools and policies for improvement of brownfield regeneration in Europe), cofinanziato dall’Ue, i ricercatori stanno sviluppando tecnologie e strumenti per lo studio, valutazione e recupero dei grandi siti contaminati applicabili nei Paesi Ue e non solo. «I megasiti sono particolarmente impegnativi non solo a causa della loro enorme estensione, ad esempio ex acciaierie, basi militari, aeroporti o miniere, ma a causa delle complesse sfide legate al risanamento, ad esempio per la gravità della contaminazione- ha dichiarato Stephan Bartke del Centro Helmholtz per la ricerca ambientale – Ufz, coordinatore del progetto Timbre- Un altro problema comune è dato dalla diversità degli interessi delle parti coinvolte riguardanti il riutilizzo o la conservazione».

Secondo i ricercatori le criticità possono essere trasformate in opportunità se si utilizzano tecnologie innovative per l’esame e il risanamento dei siti, si valutano le opzioni di riutilizzo sostenibili in termini ecologici, economici e sociali, e quando nel processo di risanamento sono coinvolti tutti gli stakeholder e i responsabili delle politiche. I partner del progetto stanno sviluppando una serie di misure personalizzate di supporto ad utenti finali specifici, tra cui un sistema web-based per aiutare i proprietari del sito da bonificare, gli enti regolatori o i fornitori di servizi, a sviluppare le proprie soluzioni per il risanamento delle aree dismesse.

«Noi stiamo usando specifici siti di prova per la dimostrazione dei nostri strumenti aiutando così una serie di comunità locali, ad esempio in Polonia e Romania- ha aggiunto Bartke- Sono stati raccolti ed esaminati anche dati per siti di studio in Danimarca, Germania, Repubblica ceca e altri paesi. Stiamo organizzando eventi di formazione, dimostrazione e divulgazione per diffondere tra i partner locali, le conoscenze che abbiamo accumulato e i risultati del progetto. Tuttavia, uno dei nostri interessi primari è quello di fornire risultati più generali, che siano applicabili anche a siti diversi da quelli di prova di Timbre. Potenzialmente l’impatto del nostro progetto è enorme, poiché il nostro lavoro potrebbe portare benefici a tutti i risanamenti di siti in Europa e nel mondo».

Il progetto, che si concluderà nel giugno 2014,  ha ricevuto 3,4 milioni di euro in finanziamenti Ue.