«Qualsiasi sia la sorte della vicenda Aferpi questi impianti non svaniranno nel nulla»

Bonifiche a Piombino, l’assessore all’Ambiente risponde all’appello di Legambiente

Chiarei: «La parte pubblica dovrà reperire risorse specifiche. Magari questo può costituire una parte di un nuovo auspicabile Accordo di Programma per la nostra area industriale»

[26 ottobre 2017]

La questione sollevata da Legambiente è nota e condivisa con l’amministrazione da tempo, e proprio con l’associazione ambientalista mi sono confrontato e ho scambiato valutazioni per poter capire bene l’entità della problematica.

Questa estate ho convocato un incontro con Regione, Arpat e Asl proprio per comprendere ciò che andava messo in moto per scongiurare danni o pregiudizi alla salute pubblica, ai lavoratori e all’ambiente ed avere un quadro dello stato impiantistico dello stabilimento.

Aferpi ad inizio estate ci aveva comunicato che avrebbe avviato “attività di smontaggio e smantellamenti minori di impianti non più manutenibili o non più di interesse”; preso atto di ciò la nostra preoccupazione, e quella di Legambiente, è stata quella invece di capire lo stato di conservazione degli impianti produttivi maggiori, alcuni fermi da tanti anni, che sono evidentemente quelli potenzialmente più a rischio.

Il confronto con Regione, Arpat e Asl ha permesso di condividere le iniziative da mettere in atto nei confronti di Aferpi e a tal fine, alcune settimane fa, la Regione stessa ha inviato all’azienda una richiesta formale per avere aggiornamenti sui piani operativi legati alle attività di dismissione e smantellamento degli impianti cessati.

Ciò permetterà di avere un quadro chiaro da cui far discendere le ulteriori iniziative da parte degli organi di controllo. Ricordo infatti un elemento molto importante che non è emerso nell’intervento di Legambiente e cioè che nell’Accordo di Programma 252bis del 2015 la stessa Aferpi ha depositato le Linee Guida per la dismissione e lo smantellamento degli impianti cessati. Nello stesso accordo si individua la Regione Toscana come l’organo preposto al controllo di queste attività mediante un Gruppo di Lavoro specifico sul tema delle dismissioni; e sarà appunto questo Gruppo, istituito dalla Regione, a gestire l’attività di verifica sugli impianti produttivi oggetto della nostra attenzione.

Infine ritengo che la delicata fase riguardante il futuro di Aferpi e della sua proprietà non possa costituire un alibi per calare l’attenzione su questa delicata questione. Qualsiasi sia la sorte della vicenda Aferpi questi impianti non svaniranno nel nulla e qualcuno se ne dovrà far carico. In questo senso mi trovo pienamente in sintonia con Legambiente quando afferma che sicuramente la parte pubblica dovrà reperire risorse specifiche ma aggiungo che, magari, questo possa costituire una parte di un nuovo auspicabile Accordo di Programma per la nostra area industriale. Ci sono risorse da recuperare dall’Accordo di Programma 2014 e anche, eventualmente, fideiussioni da incassare nel caso in cui Aferpi sia dichiarato inadempiente.

di Marco Chiarei, assessore all’Ambiente Comune di Piombino